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ARTICOLI DI BIOETICA SU ABORTO E LE SUE CONSEGUENZE NEGATIVE www.bastabugie.it
Planned Parenthood nasconde la morte di una donna durante un aborto
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8574PLANNED PARENTHOOD NASCONDE LA MORTE DI UNA DONNA DURANTE UN ABORTOdi Fabio Piemonte Planned Parenthood è ritenuta responsabile di aver occultato intenzionalmente la morte di una giovane madre a seguito di un aborto. Il tragico evento si è verificato a Fort Collins, in Colorado, in una clinica della rete del colosso americano degli aborti: la ragazza è morta per complicazioni sopraggiunte dopo un aborto chirurgico praticatole nel secondo trimestre di gravidanza. Lo ha confermato il referto dell'autopsia sul corpo della diciottenne Lexi Arguello, che però è stato reso pubblico soltanto adesso, al termine di una battaglia legale durata oltre un anno. Finora, infatti pare purtroppo che questa potente industria dell'aborto non sia mai stata chiamata a rispondere in tribunale per aver posto fine alla vita di una madre, oltre che a quella del suo bambino ancora in grembo.OCCULTARE INFORMAZIONI PUBBLICHEIn effetti, Planned Parenthood ha cercato in tutti i modi di insabbiare il tragico epilogo di questa storia. È stata necessaria una battaglia legale di più di un anno per rendere pubblico il referto dell'autopsia della giovane madre del Colorado. Lexi Arguello si è infatti sottoposta all'aborto il 6 febbraio 2025, quando era incinta di 21 settimane e 6 giorni. Il referto ha individuato la «probabile embolia da liquido amniotico» come condizione che ha contribuito in modo significativo al suo decesso. Stando a quanto constatato dal medico legale, a seguito dell'intervento abortivo, la giovane avrebbe manifestato una coagulazione intravascolare disseminata, ossia un grave disturbo della coagulazione che le ha poi provocato un collasso cardiovascolare e un'insufficienza a livello multiorgano. Sebbene due note organizzazioni pro-life - Operation Rescue e Life Legal Defense Foundation - abbiano richiesto l'autopsia meno di due settimane dopo la morte di Arguello, si sono viste recapitare una copia del referto pesantemente censurata, nella quale venivano omesse le informazioni relative all'aborto e alle possibili complicazioni sopraggiunte. Di qui le suddette associazioni, in collaborazione con l'avvocato del Colorado Tim Goddard, hanno deciso di intentare una causa contro il medico legale per aver interpretato erroneamente diverse leggi e regolamenti in materia, al fine di occultare informazioni pubbliche sulla causa della morte di Lexi. A questo punto, nonostante il medico legale Stephen Hanks avesse ribadito la correttezza delle informazioni riportate nel referto senza rimaneggiamenti, un giudice del tribunale distrettuale ne ha ordinato la pubblicazione integrale lo scorso 27 aprile.IL TENTATIVO DI INSABBIARE LA VERITÀ«L'autopsia rivela chiaramente le malefatte di Planned Parenthood. Tale referto è uno dei pochi documenti pubblici in grado di smascherare le responsabilità di Planned Parenthood nella tragica morte di Lexi Arguello», ha dichiarato a LifeNews.com il presidente di Operation Rescue Troy Newman. «È anche un documento che può dimostrare quanto siano diventate pericolose le cliniche abortiste non regolamentate e senza licenza in Colorado. Le donne muoiono e i funzionari statali si voltano dall'altra parte» - ha aggiunto ancora Newman - criticando duramente l'operato del medico legale, il quale avrebbe omesso intenzionalmente alcuni dettagli nel tentativo di non screditare la procedura abortista che, com'è noto, non è avulsa da pesanti ricadute non solo psicologiche ma anche fisiche per la salute della madre. «Il medico legale sapeva perfettamente che le donne potrebbero non entrare in una clinica per aborti se fossero a conoscenza del fatto che il personale sanitario ha ferito o addirittura ucciso una paziente. Solo che, invece di credere che le donne meritino di conoscere tutti i fatti per scegliere a chi e dove...
Jun 16
8 min
Un tribunale scozzese non applica la legge in difesa dell'aborto
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/981UN TRIBUNALE SCOZZESE NON APPLICA LA LEGGE IN DIFESA DELL'ABORTO Lo scorso 27 aprile, presso il Tribunale di Glasgow, il giudice Stuart Reid ha archiviato le accuse penali a carico di Rose Docherty, anziana donna cristiana di 75 anni, arrestata per essersi offerta a una semplice, ed eventuale, conversazione con chi avrebbe acconsentito, all'interno di una "zona cuscinetto". La signora Docherty era stata la prima persona a essere incriminata penalmente in base alla legge scozzese del 2024 sulle "zone cuscinetto", una normativa che vieta di "influenzare" chiunque cerchi di accedere ai servizi di aborto entro un raggio di 200 metri da ogni ospedale. Il suo primo arresto risaliva al 19 febbraio 2025, ma il Procuratore Fiscale aveva deciso di non procedere. Poi, a settembre, era stata arrestata una seconda volta nelle stesse circostanze, avviando sette mesi di procedimenti penali.Ciò che Rose Docherty aveva fatto era semplicemente tenersi ferma nei pressi del Queen Elizabeth University Hospital di Glasgow reggendo un cartello con la scritta: «La coercizione è un reato, sono qui per parlare, solo se lo desiderate». Non si era avvicinata a nessuno, non aveva parlato di aborto, non aveva assunto alcun comportamento ostruzionistico, molesto o intimidatorio, e non aveva protestato. Eppure era stata ammanettata, fatta salire sul retro di un furgone della polizia e rinchiusa in una cella per oltre due ore. La sua vicenda aveva suscitato preoccupazione in campo internazionale: sia la Conferenza episcopale cattolica scozzese sia - a livello estero - il Dipartimento di Stato americano avevano espresso sgomento, con quest'ultimo che aveva definito l'arresto un esempio della repressione della libertà di parola in atto in tutta Europa. Anche il vicepresidente statunitense JD Vance aveva segnalato la questione nel suo discorso alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, nel febbraio dello scorso anno. [...]La svolta era arrivata con l'udienza del 20 aprile, durante la quale i legali della signora Docherty - coordinati dall'organizzazione di tutela legale ADF International e dallo studio Lindsays, con l'avvocato Jamie McGowan - avevano sostenuto che le accuse violavano il diritto alla libertà di espressione sancito dall'articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. In quell'occasione era emerso anche un dettaglio clamoroso: la Procura aveva ammesso di non aver ancora verificato se all'interno della "zona cuscinetto" ci fosse effettivamente qualcuno che accedeva ai servizi di aborto, elemento che la legge stessa individua come requisito essenziale del reato. Interrogato dallo sceriffo Reid sull'esistenza di prove sufficienti, il procuratore aveva risposto che al momento non ve n'erano, ma che potevano emergere da successive indagini. Lo sceriffo ha concluso che la Procura non aveva dimostrato l'esistenza di un reato previsto dalla legge scozzese, archiviando il caso. La questione, però, potrebbe essere riaperta qualora emergessero prove più solide e la Procura ritenesse l'azione penale nell'interesse pubblico.Fuori dal tribunale, Rose Docherty ha dichiarato: «Questo verdetto rappresenta un'importante vittoria per la libertà di parola in Scozia e nel Regno Unito. Sono stata arrestata, incriminata e processata per niente altro che per aver invitato pacificamente a una conversazione consensuale in uno spazio pubblico. Solo per essermi resa disponibile per i soli, gli impauriti e i costretti, sono stata trattata come un criminale violento». L'avvocato di ADF International Jeremiah Igunnubole ha sottolineato come il procedimento sia emblematico di una crescente crisi della libertà di parola nel Regno Unito e ha chiesto l'abrogazione urgente di queste leggi. Nel frattempo, un caso simile si sta verificando in Inghilterra, dove Isabel Vaughan-Spruce - anch'essa...
Jun 9
5 min
Aborti in aumento negli Usa, le leggi pro viita non bastano
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8513ABORTI IN AUMENTO NEGLI USA, LE LEGGI PRO VITA NON BASTANO Negli Stati Uniti il numero di aborti continua ad aumentare nonostante, in molti Stati, siano state approvate restrizioni più severe contro l'uccisione di un essere innocente.Secondo le stime pubblicate dall'ex sezione di ricerca di Planned Parenthood, il Guttmacher Institute, nel 2025 sono stati effettuati circa 1.126.000 aborti, un dato in lieve crescita rispetto agli 1.124.000 del 2024. Si tratta di un incremento eloquente perché mostra come le misure approvate in diversi territori non siano bastate a invertire la tendenza generale delle cliniche abortiste a incentivare e spingere per far abortire le donne, anche con la cosiddetta "telemedicina" e l'aborto per corrispondenza, riducendo la soppressione di una vita nel grembo materno alla mera assunzione di un farmaco. E a puntare il dito proprio contro la crescente diffusione degli aborti per corrispondenza sono le associazioni pro life statunitensi. Tra loro, Michael New - ricercatore associato senior del Charlotte Lozier Institute - ha spiegato che, nel complesso, ben 91.000 donne residenti in Stati con leggi fortemente a favore della vita hanno usufruito di aborti tramite telemedicina nel 2025, con un aumento di oltre il 26% rispetto all'anno precedente.COSÌ GLI ABORTISTI ELUDONO LE LEGGIIl punto centrale, secondo New, è che gli aborti per corrispondenza stanno volutamente aggirando e indebolendo le leggi a favore della vita approvate da molti Stati dopo la sentenza Dobbs. Basti pensare che il rapporto segnala che il numero di donne che hanno abortito per corrispondenza è salito da 72.000 a 91.000 tra il 2024 e il 2025, mentre 62.000 donne residenti in aree con leggi che vietano l'aborto si sono recate in un altro Stato per sottoporsi all'intervento, con un calo del 16% rispetto al 2024; ma, per il fronte pro life, il dato non è rassicurante proprio perché a compensare quel calo è stato l'aumento dell'accesso all'aborto chimico tramite telemedicina e invio postale, una modalità che rende meno incisive, nei fatti, le norme pro vita approvate a livello statale.I dati mostrano con chiarezza anche quanto le decisioni politiche dei singoli Stati incidano sui tassi di aborto a livello locale. La ricerca cita infatti i casi della Florida e dell'Iowa, dove nel 2024 hanno iniziato ad applicarsi leggi che vietano l'aborto una volta che il battito cardiaco del feto diventa rilevabile. In entrambi gli Stati, nel 2025 gli aborti praticati all'interno del territorio statale sono diminuiti di ben il 25%. All'opposto, altri Stati che hanno reso la propria legislazione più permissiva - come Missouri e North Dakota - hanno registrato un forte aumento della soppressione di una vita umana nel grembo materno nel 2024. Sempre Michael New ha però, allo stesso tempo, messo in guardia dal fatto che la crescente diffusione degli aborti per corrispondenza potrebbe ridurre la precisione delle rilevazioni più recenti, proprio perché il fenomeno si sta spostando sempre più su canali che sfuggono ai modelli tradizionali di monitoraggio.LO SCONTRO POLITICO IN CORSOSu questo scenario si innestano le dinamiche politiche tra le associazioni pro life, l'amministrazione Trump e la Food and Drug Administration. Gli attivisti pro-vita chiedono da tempo un intervento deciso contro il traffico di farmaci abortivi, ma denunciano un costante stallo da parte della FDA, che mina quindi gli sforzi degli Stati pro-vita per proteggere i nascituri. A rafforzare questa preoccupazione ci sono anche i dati diffusi il mese scorso dall'Ethics & Public Policy Center, che ha esaminato gli eventi avversi legati al mifepristone prima e dopo l'eliminazione dell'obbligo di visita medica in presenza da parte della FDA. Secondo l'analisi, il tasso di eventi...
Apr 21
6 min
Germania e Austria danno ragione a chi prega davanti alle cliniche abortive
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8485GERMANIA E AUSTRIA DANNO RAGIONE A CHI PREGA DAVANTI ALLE CLINICHE ABORTIVEdi Salvatore Tropea In un momento in cui, su aborto e "diritti", qualcuno vorrebbe imporre il pensiero unico dominante, addirittura censurando la Fede e chi prega a favore della vita nascente, dalle autorità giudiziarie di Germania e Austria arriva un messaggio netto: la preghiera pacifica non è un crimine né si può vietare. STOP AI DIVIETI DI PREGHIERAVediamo nel dettaglio i casi. Innanzitutto a Ratisbona, nella regione tedesca della Baviera, le autorità avevano provato a mettere a tacere le veglie di preghiera vicino alle strutture abortive imponendo una "buffer zone" di 100 metri: un'area di esclusione che, di fatto, impediva a cittadini pacifici di sostare e pregare nei pressi delle cliniche. Un gruppo pro-life attivo sul territorio, con il supporto legale di ADF International, ha contestato la misura e il Comune è stato costretto a fare marcia indietro dopo gli stop arrivati in sede giudiziaria. La vicenda, secondo quanto riportato proprio da ADF International, ha coinvolto il Tribunale amministrativo di Regensburg e anche la giustizia amministrativa bavarese, fino al ritiro dell'esclusione di 100 metri stabilita inizialmente nell'estate 2025.A Vienna, in Austria, lo schema è stato simile: la polizia aveva tentato di vietare una veglia di preghiera programmata da "Jugend für das Leben" (Youth for Life), un'associazione di giovani pro-life. Anche qui è intervenuto un tribunale a ristabilire le libertà fondamentali: il Verwaltungsgericht Wien, il tribunale amministrativo della città, ha infatti annullato i provvedimenti della polizia e, in una sentenza dello scorso 8 gennaio, ha chiarito che una veglia di preghiera pacifica è una riunione lecita ai sensi del diritto di assemblea e non può essere esclusa dallo spazio pubblico. ADF International, che anche in questa occasione ha sostenuto la causa, ha sottolineato il punto decisivo: in uno Stato di diritto non si possono bandire cittadini pacifici dai luoghi pubblici semplicemente perché qualcuno non condivide il contenuto della loro espressione di fede.Due pronunce, quindi, che insieme dicono una cosa molto semplice e molto "scomoda" per l'ideologia abortista: le libertà di riunione, espressione e culto non svaniscono perché un luogo viene dichiarato "sensibile". E la preghiera, anche silenziosa, resta ciò che è: un atto pacifico e legittimo.UNA LEZIONE PER L'ITALIA E... PER L'EMILIA-ROMAGNAQuesta vicenda riguarda da vicino anche l'Italia, perché ciò che in Germania e Austria è stato respinto dai giudici rischia di ripresentarsi qui sotto un altro nome: quello delle cosiddette "zone sicure". È esattamente l'allarme lanciato da Pro Vita & Famiglia con la petizione "Arrestati per un'Ave Maria?", che - con quasi 20.000 firme già raccolte - chiede al Presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, di non istituire le "zone sicure" previste dalla Risoluzione 284/2025. Il punto è chiarissimo: vietare ai cittadini iniziative pacifiche a sostegno della vita e della maternità o momenti di preghiera silenziosa nei pressi di ospedali e cliniche significa trasformare lo spazio pubblico in un'area a libertà condizionata, dove a essere "tollerate" sono solo alcune idee, mentre le altre vengono allontanate con la forza o con le sanzioni.Ecco perché le sentenze di Ratisbona e Vienna possono e devono "fare scuola": mostrano che, in democrazia, non si difendono donne e bambini zittendo la preghiera o cancellando dal territorio qualunque presenza pacifica pro-life. Al contrario: si tutela davvero la libertà quando lo Stato garantisce i diritti di tutti, anche di chi non si adegua al dogma dell'aborto come "bene intoccabile". In Emilia-Romagna, invece, con la Risoluzione 284/2025 si tenta la...
Mar 24
4 min
Aborto impensabile: e anche papa Leone marcia per la vita
VIDEO: March for Life 2026 ➜ https://www.youtube.com/watch?v=y4oO0T9VtQUTESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8442ABORTO IMPENSABILE: E ANCHE PAPA LEONE MARCIA PER LA VITA (INVECE LA CEI...) di Luca Volontè Alla "Marcia per la vita" di Washington, Papa Leone ribadisce l'impegno totale per la vita e dall'Amministrazione Trump, dopo alcuni tentennamenti, ripartono le misure contro l'industria dell'aborto americana e mondiale. L'attenzione della "Marcia per la Vita" quest'anno, «non è solo quella di cambiare le leggi a livello statale e federale, ma anche di cambiare la cultura per rendere l'aborto impensabile», si legge nel sito web ufficiale della Marcia 2026.Perché ancora marciare per la vita, chiedono gli organizzatori. «Purtroppo, il numero di aborti ogni anno è ancora ben superiore a 900.000 e si prevede che tale numero diminuirà solo di circa 200.000 all'anno nell'America post-Roe. Si profilano all'orizzonte molte battaglie legislative nazionali, tra cui anche il mantenimento delle protezioni Hyde di lunga data, che limitano i finanziamenti governativi per l'aborto nei disegni di legge di bilancio annuali. L'emendamento Hyde ha salvato milioni di vite ed è senza dubbio la politica pro-vita più incisiva nella storia della nostra nazione, ma ora non può essere dato per scontato...continueremo a marciare ogni gennaio a livello nazionale fino a quando non sarà ripristinata una cultura della vita negli Stati Uniti d'America».ROE VS WADESiamo infatti alla 52^ manifestazione (53° anniversario dalla sentenza "Roe vs Wade") annuale, infatti la prima "Marcia per la Vita" si era svolta nel gennaio 1974, in occasione del primo anniversario della sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti che legalizzava l'aborto a livello federale. 50 anni dopo, lo scorso 2021 la Corte Suprema aveva rivisto e annullato la "Roe vs Wade" con lo storico caso "Dobbs contro Jackson Women's Health Organization", decisione descritta dalla Bussola. Ora l'obiettivo è si culturale ma, la precondizione necessaria e sufficiente per combattere questa nuova battaglia, è che le riforme legislative per la tutela della vita del concepito ed i tagli contro l'aborto si mantengano e se possibile accrescano. Nel messaggio diffuso in vista della manifestazione annuale pro-life nella capitale degli States, Papa Leone XIV, primo pontefice statunitense della storia, ha espresso calorosi saluti e vicinanza spirituale ai manifestanti e ricordato il suo recente e cruciale discorso fatto al corpo diplomatico del 9 gennaio, di cui diversi autori hanno presentato alcuni contenuti sulla Bussola, ribadendo che «la tutela del diritto alla vita costituisce il fondamento indispensabile di ogni altro diritto umano».Infatti, ha ricordato il Papa, «una società è sana e progredisce veramente solo quando tutela la sacralità della vita umana e si adopera attivamente per promuoverla... affinché la vita sia rispettata in tutte le sue fasi, attraverso iniziative appropriate a tutti i livelli della società, anche attraverso il dialogo con i responsabili civili e politici». Difendendo i «nascituri», ha sottolineato il Papa, «sappiate che state adempiendo al comando del Signore di servirlo nei nostri fratelli e sorelle più piccoli». Oltre alle decine di interventi e testimonianze toccanti e forti, il Vice Presidente degli Stati Uniti JD Vance ha tenuto un discorso alla folla ribadendo l'impegno personale ed il messaggio dell'amministrazione Trump nella "Giornata Nazionale sulla Santità della vita umana" (22 gennaio), dopo le recenti contraddizioni. LA RETROMARCIA DEI REPUBBLICANIInfatti, lo scorso 6 gennaio il presidente USA aveva chiesto ai repubblicani del Congresso di essere più flessibili sul finanziamento pubblico...
Feb 3
12 min
La campana pro-life di Suetta ci richiama al diritto naturale
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8437LA CAMPANA PRO-LIFE DI SUETTA CI RICHIAMA AL DIRITTO NATURALE di Stefano Fontana Il vescovo di Ventimiglia-San Remo, mons. Antonio Suetta, fa suonare ogni giorno una campana per ricordare i bambini impediti a nascere dalla legge sull'aborto. Ovviamente ne è nata una polemica e, come era scontato, le donne del Partito Democratico hanno esecrato l'iniziativa considerata da loro "molto grave" perché lesiva del diritto delle donne. Tuttavia in questo articolo non ci occuperemo di queste stanche e stancanti contestazioni ideologiche, ma affronteremo alcune questioni che dovrebbero interessare i cattolici, sulle quali pochi o nessuno si è esercitato.Prima di tutto va chiarito che il vescovo Suetta, con questa sua iniziativa, è intervenuto su un tema di diritto e di morale naturali. Ossia ha semplicemente difeso l'ordine delle cose, un principio di senso comune, una norma ragionevole: è moralmente vietato uccidere una persona innocente. Lo ha riassunto egli stesso con la frase «l'aborto non è un diritto ma un delitto» (QUI). Il vescovo ha stabilito il diritto come fonte di doveri e quindi i doveri come fonte dei diritti. Ha ricordato la giusta successione logica. Prima dei diritti soggettivi, c'è il diritto, vale a dire l'ordine oggettivo della giustizia, il quale pone alla ragione il dovere di rispettare i suoi articoli non scritti, sui quali - a questo punto sì ... - si fondano i diritti soggettivi. Non tutti, quindi, ma solo quelli resi veri e legittimi proprio da questa dipendenza dal diritto e dalla giustizia. I diritti ingiusti non sono diritti.Sarebbe un errore assegnare alla campana di Suetta un senso immediatamente solo religioso, saltando la sua dimensione di buon senso comune. Si leggono nella rete interventi di cattolici che sostengono l'iniziativa del Vescovo, ma tralasciano l'aspetto ora visto. Motivano la difesa della scelta di Suetta sottolineando che la laicità dello Stato non consiste nel combattere una religione, ma nel permettere a tutte di dire la loro: quindi anche Suetta ha questo diritto. Interventi di questo genere sbagliano il bersaglio, nel senso che attribuiscono un primario senso religioso ad una disposizione - quella di Suetta - il cui primo senso è invece di ragione naturale. Lo Stato deve difendere i principi della ragione naturale perché non facendolo andrebbe contro al bene comune, che è il suo fine costitutivo. Se invece il primo dovere dello Stato fosse di dare la parola a tutte le religioni, dovrebbe ipoteticamente farlo anche per religioni che prevedessero l'aborto come lecito.Il suono di quella campana prima di tutto ricorda a tutti e non solo ai cattolici, che esiste questo ordine naturale, che la ragione umana è in grado di conoscerlo e che il potere politico ha il dovere di difenderlo.Il discorso tuttavia non finisce qui. Suetta è un vescovo cattolico, ha sì difeso il diritto naturale e un principio della legge morale naturale, ma lo ha fatto, oltre che da uomo e da cittadino, anche da vescovo. Sarebbe riduttivo fermarsi solo al primo livello, posta la necessità di non trascurarlo. Ciò ha un grande significato: vuol dire che la religione cattolica illumina e protegge il diritto naturale, vuol dire che la Chiesa ha il compito di difenderlo, come del resto fa da sempre, a parte alcune diffuse incertezze dei nostri tempi. Non va dimenticato quanto insegnato da Paolo VI nella Humanae vitae (1968): «Nessun fedele potrà negare che al magistero della chiesa spetti di insegnare anche la legge morale naturale... infatti anche la legge naturale è espressione della volontà di Dio, l'adempimento fedele di essa è parimenti necessario alla salvezza eterna degli uomini». La campana di Ventimiglia-San Remo, ogni giorno, non ricorderà solamente che esiste una legge di natura, ma anche che la Chiesa cattolica la conferma,...
Jan 27
11 min
La campana dei bambini abortiti a Sanremo non offende nessuno
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8427LA CAMPANA DEI BAMBINI ABORTITI A SANREMO NON OFFENDE NESSUNO di Fabio Piemonte Nella diocesi di Ventimiglia-Sanremo, sulla torretta campanaria della curia di Villa Giovanna d'Arco, dal 28 dicembre scorso una campana suona ogni sera puntualmente alle 20 in memoria dei bambini non nati. Ormai l'iniziativa è arcinota, soprattutto per le vergognose e strumentali polemiche che fin dal suo annuncio l'hanno caratterizzata e che sono arrivate da sinistra, progressisti, femministi e persino dalla galassia Lgbt. Tutti a scagliarsi contro la campana e contro il vescovo, monsignor Antonio Suetta.«L'iniziativa offende», «colpevolizza le donne che hanno abortito», «criminalizza», addirittura c'è chi - come la Cgil Liguria - l'ha definita «violenta». Ma è davvero così? Ma davvero il semplice suono di una campana può offendere o giudicare qualcuno? Ovviamente no.Innanzitutto partiamo dalle stesse parole del vescovo di Ventimiglia-Sanremo, il quale ha fin da subito chiarito che l'idea è nata semplicemente «dal desiderio di dare voce a chi non ha potuto avere voce, di custodire nel cuore della Chiesa il ricordo dei bambini non nati a causa dell'aborto». Insomma un invito a elevare una preghiera comune alla stessa ora per ogni piccolissimo nascituro che non ha mai visto la luce e che dunque non vuole colpevolizzare né attaccare nessuno. Le motivazioni di Suetta, però - come già accennato - non sono bastate ed ecco quindi che sono arrivate le proteste di chi si dice favorevole alla libertà d'espressione, ma solo quando la si pensa allo stesso modo.IL VERO SCOPO DELLA CAMPANANon serve scomodare proclami teologici per spiegare - e comprendere - quale sia il reale scopo - innocuo - di tale campana, di fatto assimilabile a quello di tutte le altre campane: mediante i suoi rintocchi intende richiamare ogni fedele alla preghiera. Nello stesso tempo certamente essa rompe la cortina di silenzio sul tema dell'aborto, ma lo fa senza giudicare. Il suo suono non riecheggia per condannare le madri che abortiscono, né per metterle pubblicamente alla gogna, ma costituisce un'occasione per interrogare la propria coscienza sul valore della vita. Tale campana, inoltre, è stata fusa in occasione dei 40 Giorni per la Vita 2021-2022, quindi nel corso di un'altra significativa iniziativa di preghiera per tutti i bambini abortiti e per le loro mamme, per cui con i suoi rintocchi esorta semplicemente a un gesto di compassione cristiana, ribadendo la preziosità della preghiera, del raccoglimento e della memoria. Eppure, nonostante le buone intenzioni, il vescovo di Ventimiglia-Sanremo è finito in un tritacarne mediatico che ha addirittura portato la consigliera di Pari Opportunità della Regione Liguria, Laura Amoretti, a scrivere una lettera di "protesta" indirizzata a Papa Leone XIV, mostrando tra l'altro in questo modo anche una certa ignoranza sulla Dottrina e sul magistero della Chiesa sul tema dell'aborto.Torniamo ora al suono della Campana per i bambini non nati e al suo reale scopo. In generale tutte le campane - e questa non fa eccezione - costituiscono, come detto, per fedeli di ogni epoca storica un invito prezioso alla preghiera. Non si tratta dunque semplicemente di segnalare l'ora esatta - che pure un tempo aveva un ruolo importante anche per il lavoro nei campi -, bensì di ricordare anche alle orecchie distratte dell'uomo contemporaneo che c'è un tempo per ogni cosa, anche per pregare, per andare a messa, per festeggiare, persino per il lutto. Ecco dunque che, per esempio, gli scampanellii prolungati - le cosiddette "campane a festa" - preannunciano generalmente l'inizio di una celebrazione eucaristica o la preghiera dell'Angelus alle 12; oppure con ritmo più accelerato e disteso proclamano la gioia del Natale e della Pasqua. Allo stesso modo, anche i ritocchi...
Jan 21
14 min
Tutte le strategie woke svergognate da chi ha lavorato all'Onu
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8380TUTTE LE STRATEGIE WOKE SVERGOGNATE DA CHI HA LAVORATO ALL'ONU di Giulia Tanel«Le persone oggi sono prive di identità», e quindi completamente manipolabili. Non usa giri di parole per descrivere la situazione in cui siamo immersi Amparo Medina, un passato da militante atea nelle fila della sinistra radicale e da ex responsabile delle Nazioni Unite dei progetti di educazione sessuale e oggi felice figlia della Chiesa e strenua attivista pro life, anche in qualità di presidente della Fondazione Creciendo Contigo Mujer e di coordinatrice della Red Vida y Familia Ecuador. Il Timone la ha incontrata in Italia, in una calda sera di fine agosto.Medina, partiamo dal suo passato: le posizioni che porta avanti oggi a livello nazionale internazionale non sono le stesse di un tempo...«Infatti. Quando ero giovane ero impegnata nell'area politica della sinistra e nel suo braccio armato, che era un movimento per portare la rivoluzione in Ecuador».Quali sono, in base alla sua esperienza, i tratti distintivi del mondo radicale?«Principalmente la divisione e l'odio. La cosa sulla quale lavora di più la sinistra è la divisione: dividi e vincerai. Allo stesso tempo, la prima cosa che ti insegnano è a odiare: la Chiesa, gli uomini, la ricchezza, i proprietari di aziende... odia! Ti insegnano a odiare e ti dicono che l'unico modo per risolvere un problema è eliminare l'altro, sia fisicamente che psicologicamente. Una persona capisce che l'ideologia la sta inghiottendo, la sta danneggiando, perché prima le viene tolta l'identità, poi la famiglia... divisione e odio».Lei ha lavorato anche per le Nazioni Unite. Che ruolo ricopriva e quale "missione" portavate avanti come istituzione?«Ho lavorato come consulente delle Nazioni Unite. Essere consulente vuol dire che sei la parte operativa: le Nazioni Unite preparano dei termini di riferimento di un progetto che vogliono implementare a li propongono alle varie Ong, le quali partecipano al bando, e quella che si avvicina di più a quanto richiesto viene selezionata per implementare il progetto. Il progetto più grande che ho seguito si e articolato tra il 2000 e il 2004, per un valore complessivo di sei milioni e mezzo di dollari: con un'associazione di nome Cidet, della quale ero presidente esecutivo, abbiamo lavorato per diffondere l'uso dei contraccettivi, l'aborto, l'ideologia femminista in Sud America, e questo entrando nelle scuole, nel consultori e formando gli insegnanti, i medici e i gruppi giovanili. Ho lavorato inoltre per portare avanti altri progetti governativi e con altre Ong locali e internazionali, anche in ltalia e in Germania, per organizzare conferenze e convegni interistituzionali con il medesimo scopo».Insomma, alcuni fini che l'Agenda 2030 persegue non sono una novità degli ultimi tempi...«Esatto. Solamente che negli anni ha cambiato nome: prima erano gli obiettivi di sviluppo sostenibile, poi si è sviluppata l'Agenda 21, con l'idea della Pachamama, della Madre Terra intesa come entità, e con l'idea che gli animali siano come le persone, che abbiano gli stessi diritti, con tanto di sanzioni per chi non si adegua a tale visione.Ora l'Agenda 2030 sta occupando spazi nuovi, ha uno spettro d'azione molo più grande ed è molto più ambiziosa: coi suoi 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, la sorveglianza della popolazione è più pervasiva e stringente, togliendo alle persone sempre più libertà e mezzi con la scusa dei "diritti" che devono essere riconosciuti: dal controllo economico con la moneta elettronica, per cui non si è più liberi di gestire i propri soldi, al controllo alimentare, proibendo i fertilizzanti, implementando il biologico, o spingendo a mangiare insetti...».Con quale strategia viene portato avanti tutto...
Dec 16, 2025
10 min
Arrivano i gioielli fatti con gli embrioni
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8347ARRIVANO I GIOIELLI FATTI CON GLI EMBRIONI di Paola Belletti È arrivata una novità in gioielleria. E per questo siamo costretti ad aggiungere un nuovo capitolo alla storia degli orrori nata sotto l'albero della morte dell'ideologia pro aborto e dei diritti senza limiti: ora è possibile trasformare gli embrioni crioconservati, che i genitori-produttori non intendono più trasformare in bambini, in gioielli. Un'idea originale, nemmeno così recente in realtà, sbocciata nelle isole britanniche che, data l'enormità di risorse inutilizzate dello stesso tipo, potrebbe diffondersi anche altrove. Chissà, magari nell'ottica di una mefistofelica economia circolare, si saranno domandati in una sessione di brainstorming del reparto creativo, come sfruttare una risorsa che giace inutilizzata, ma viva, in quantità spaventose e che non viene impiegata allo scopo per cui altri articoli simili sono utilizzati.Tra le domande che saranno circolate ci sarà stata quella sul margine di profitto che un simile prodotto avrebbe garantito. A pressione fiscale come siamo messi? Perché quella morale non pare lambirli. L'azienda in questione è la Blossom Keepsake e la sua pagina Instagram è tutto un susseguirsi di storie che ci spiegano come per loro sia ok che non a tutti vada giù l'idea di incastonare in un ciondolo degli embrioni (ma anche latte materno, cordoni ombelicali e ceneri di defunti). Non è da tutti, insomma, apprezzare la dolcezza che si nasconde dietro lo sterminio di vite create in modo moralmente illecito per trasformarle in un ricordo da tenere al collo o al dito, previa loro soppressione. Va tutto bene, loro sono inclusivi e tanto pazienti e vogliono esserlo addirittura con i fratellini sfortunati di altri embrioni crioconservati che sono riusciti a nascere, per la volontà di genitori e medici e una certa dose di buona sorte. LA CHIESA LO AVEVA DETTOD'altronde per togliersi ogni dubbio basta leggere la loro dichiarazione d'intenti sul sito aziendale: «Al centro del nostro lavoro c'è un profondo rispetto per la vita e per l'incredibile viaggio che le famiglie intraprendono per crearla. Siamo specializzati nella creazione di ricordi unici e significativi utilizzando embrioni di fecondazione in vitro non utilizzati». Sembrano due o tre persone diverse che si contendano la tastiera. E ancora: «La nostra missione è offrire alle famiglie un modo meraviglioso per onorare questo capitolo della loro storia, trasformando questi embrioni in pezzi senza tempo che possono essere custoditi per sempre».Non hanno trasformato niente che nella loro mente non fosse già tale: anche prima di venire soppressi per finire incastonati in una pietruzza, quegli esseri umani allo stato di embrioni per loro era solo pezzi, semilavorati, risorse. In esubero, per giunta. Il mercato non si ferma mai e se non riesce a smaltire con gli stockisti gli eccessi di articoli rimasti invenduti deve inventarsi qualcosa; la discarica è l'ultima spiaggia e anche da lì, volendo, si può ricavare qualcosa. Eppure la Chiesa lo aveva detto, e per tempo: no, la fecondazione artificiale, che sposta al di fuori del corpo della madre il concepimento escludendo l'atto coniugale e affidandolo a decisioni tecniche umane, non porterà niente di buono. Non è moralmente lecita e ferisce tutte le persone coinvolte in gradi diversi, il più colpito è il concepito che non ha alcun potere di difendersi. Ma lo sono anche la madre, il padre e persino il medico e gli operatori che si rendono complici di questa operazione.EMBRIONI CONGELATI: NESSUNA SOLUZIONE MORALMENTE ACCETTABILEL'umanità tutta si trova sulle spalle questa tragedia: solo gli Stati Uniti si stima che abbiano un milione di embrioni congelati. E per queste vite, purtroppo, non esiste nessuna soluzione moralmente accettabile: nell'istruzione...
Nov 11, 2025
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Dopo la Francia, anche la Spagna vuole l'aborto in costituzione
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8315DOPO LA FRANCIA, ANCHE LA SPAGNA VUOLE L'ABORTO IN COSTITUZIONE di Giuliano Guzzo Un piccolo e rapido esercizio. Provate a pensare ad un Paese pesantemente flagellato dalla denatalità, dove gli ultimi dati parlano del numero più basso di nascite dal remoto 1941, e dove il tasso di fertilità sia ormai cimiteriale: 1,16 figli per donna, perfino peggio - ed è tutto dire - di ciò che si registra in Italia (1,24). Immaginate che in quello stesso Paese l'aborto stia dilagando, con una gestante su quattro che vi ricorre (mentre nel 2013 era una su cinque). Insomma, pensate ad un Paese in pieno suicidio demografico Ecco a voi, in contesto simile, verrebbe forse in mente d'incensare l'aborto, inserendolo in Costituzione? C'è da sperare di no.Eppure chi questo Paese, che esiste veramente - è la Spagna -, è chiamato a governarlo, il premier Pedro Sanchez, sta procedendo esattamente in questa direzione. È delle scorse, difatti, la notizia che il governo ispanico presenterà al Congresso dei deputati una proposta di riforma per includere l'aborto nella Costituzione. A dichiararlo è stato lo stesso Sanchez, che con l'occasione ha pure attaccato l'opposizione: «Il Partito popolare (Pp) ha deciso di allearsi con l'estrema destra. Che facciano pure. Possono farlo. Ma non a scapito delle libertà e dei diritti delle donne». A dispetto delle apparenze, pare non sia un'iniziativa del tutto a sorpresa.L'ideona di blindare l'aborto volontario inserendolo in Costituzione sembra sia una reazione al fatto che il partito di destra Vox ha poco approvato, nel Comune di Madrid, una mozione che prevede che le donne che si accingono ad abortire siano bene informate sui rischi di una sindrome post aborto che - viene detto da più fonti progressiste - «non ha alcuna base scientifica». In realtà, sulla sindrome post-aborto esiste una corposa letteratura fatta anche di ricerche pubblicate su riviste peer review; dopodiché, queste ricerche possono essere pure contestate da alcuni (e difatti lo sono), ma affermare che le conseguenze sulla donna dell'aborto siano tutte una favoletta terroristica senz'«alcuna base scientifica», ecco, è decisamente forzato.Ma torniamo all'aborto in Costituzione, che rappresenterebbe - se passasse in Spagna, dov'è già stato sancito da una sentenza della Corte costituzionale del 1985 - una triste scopiazzatura di quanto già approvato in Francia, che nel marzo 2024 è divenuta (come, attraverso il racconto di Aliette Espieux, la portavoce ufficiale della Marcia per la Vita d'Oltralpe, abbiamo spiegato sulle pagine della nostra rivista: qui per abbonarsi) il primo Paese al mondo a includere esplicitamente l'accesso all'aborto nella propria Costituzione. Sanchez mira insomma a prendere lezioni da Emmanuel Macron, probabilmente il leader europeo più allo sbando del momento; il che la dice lunga, purtroppo, anche sulla lungimiranza della sinistra iberica che, nonostante il quadro demografico devastante che già ha davanti, anziché porvi rimedio decide di premere il piede sull'acceleratore dell'aborto. Sono scelte, per carità. Scelte suicide però.Scelte davanti alle quali pure chi non sia francese o spagnolo ha tutto il diritto non solo d'interrogarsi, ma anche di indignarsi. Perché se questo inizia ad essere il trend europeo, beh, non ha neppure più senso interrogarsi sul futuro del Continente; per il semplice fatto che quel futuro mai ci sarà. Esageriamo? Vorremmo tanto farlo, ma davanti alla forza bruta dei numeri e delle statistiche, c'è poco da scherzare. Non c'è infatti pressoché Paese al mondo - inclusa la Cina che, quanto a decisionismo, ha le mani infinitamente più libere delle democrazie parlamentari - che stia vincendo l'inverno demografico. Viceversa ce ne sono tanti che, siccome stanno già perdendo questa sfida, decidono di peggiorare la propria...
Oct 14, 2025
5 min
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