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Tutte le strategie woke svergognate da chi ha lavorato all'Onu
10 minutes Posted Dec 16, 2025 at 8:18 pm.
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TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8380

TUTTE LE STRATEGIE WOKE SVERGOGNATE DA CHI HA LAVORATO ALL'ONU di Giulia Tanel

«Le persone oggi sono prive di identità», e quindi completamente manipolabili. Non usa giri di parole per descrivere la situazione in cui siamo immersi Amparo Medina, un passato da militante atea nelle fila della sinistra radicale e da ex responsabile delle Nazioni Unite dei progetti di educazione sessuale e oggi felice figlia della Chiesa e strenua attivista pro life, anche in qualità di presidente della Fondazione Creciendo Contigo Mujer e di coordinatrice della Red Vida y Familia Ecuador. Il Timone la ha incontrata in Italia, in una calda sera di fine agosto.
Medina, partiamo dal suo passato: le posizioni che porta avanti oggi a livello nazionale internazionale non sono le stesse di un tempo...

«Infatti. Quando ero giovane ero impegnata nell'area politica della sinistra e nel suo braccio armato, che era un movimento per portare la rivoluzione in Ecuador».
Quali sono, in base alla sua esperienza, i tratti distintivi del mondo radicale?
«Principalmente la divisione e l'odio. La cosa sulla quale lavora di più la sinistra è la divisione: dividi e vincerai. Allo stesso tempo, la prima cosa che ti insegnano è a odiare: la Chiesa, gli uomini, la ricchezza, i proprietari di aziende... odia! Ti insegnano a odiare e ti dicono che l'unico modo per risolvere un problema è eliminare l'altro, sia fisicamente che psicologicamente. Una persona capisce che l'ideologia la sta inghiottendo, la sta danneggiando, perché prima le viene tolta l'identità, poi la famiglia... divisione e odio».
Lei ha lavorato anche per le Nazioni Unite. Che ruolo ricopriva e quale "missione" portavate avanti come istituzione?
«Ho lavorato come consulente delle Nazioni Unite. Essere consulente vuol dire che sei la parte operativa: le Nazioni Unite preparano dei termini di riferimento di un progetto che vogliono implementare a li propongono alle varie Ong, le quali partecipano al bando, e quella che si avvicina di più a quanto richiesto viene selezionata per implementare il progetto. 
Il progetto più grande che ho seguito si e articolato tra il 2000 e il 2004, per un valore complessivo di sei milioni e mezzo di dollari: con un'associazione di nome Cidet, della quale ero presidente esecutivo, abbiamo lavorato per diffondere l'uso dei contraccettivi, l'aborto, l'ideologia femminista in Sud America, e questo entrando nelle scuole, nel consultori e formando gli insegnanti, i medici e i gruppi giovanili. Ho lavorato inoltre per portare avanti altri progetti governativi e con altre Ong locali e internazionali, anche in ltalia e in Germania, per organizzare conferenze e convegni interistituzionali con il medesimo scopo».
Insomma, alcuni fini che l'Agenda 2030 persegue non sono una novità degli ultimi tempi...
«Esatto. Solamente che negli anni ha cambiato nome: prima erano gli obiettivi di sviluppo sostenibile, poi si è sviluppata l'Agenda 21, con l'idea della Pachamama, della Madre Terra intesa come entità, e con l'idea che gli animali siano come le persone, che abbiano gli stessi diritti, con tanto di sanzioni per chi non si adegua a tale visione.
Ora l'Agenda 2030 sta occupando spazi nuovi, ha uno spettro d'azione molo più grande ed è molto più ambiziosa: coi suoi 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, la sorveglianza della popolazione è più pervasiva e stringente, togliendo alle persone sempre più libertà e mezzi con la scusa dei "diritti" che devono essere riconosciuti: dal controllo economico con la moneta elettronica, per cui non si è più liberi di gestire i propri soldi, al controllo alimentare, proibendo i fertilizzanti, implementando il biologico, o spingendo a mangiare insetti...».
Con quale strategia viene portato avanti tutto...