Tutti a scuola
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DAD. Squillace, preside: "Perdiamo per strada chi non ha una stanza e un computer per sè e genitori laureati"
1 seconds Posted Oct 26, 2020 at 10:09 am.
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Un giorno di tempo per organizzarsi e trasferire su didattica a distanza "almeno" il 75 per cento delle lezioni nelle scuole secondarie di secondo grado. "Almeno", parola chiave che si legge nel nuovo DPCM e che ha consentito al premier di accontentare da un lato i governatori che chiedevano di arrivare al 100 per cento, dall'altro di accontentare anche la ministra Azzolina, che continua a sostenere che la scuola in presenza è fondamentale anche per i più grandi.
Prevedibile la protesta dei presidi: si lede l'autonomia della scuola, ma soprattutto come fare? Negli istituti tecnici e nei professionali per esempio come consentire la frequenza dei laboratori? Il 25 per cento non basta.
Molti potrebbero optare per lasciare a scuola solo prime e quinte, tutti gli altri in didattica a distanza al 100 per cento.
Un rebus che non riguarda però nè Lombardia, Calabria e Sicilia con superiori giù tutte a casa, né Campania con tutte le scuole di ogni ordine e grado a casa fino a fine mese.
Riguarda invece tutte le altre, per le quali era stato deciso su base regionale il trasferimento su didattica a distanza in percentuali minori. In questo caso vale la regola più restrittiva, quindi quella del DPCM.
Ribadisce il suo no alla didattica a distanza a Tutti a scuola, Domenico Squillace, dirigente scolastico del liceo Volta di Milano. Molti se lo ricorderanno perché in occasione del lockdown di primavera aveva scritto una lettera bellissima ai suoi studenti.
"Ho visto molti ragazzi un po' fragili, un po' lazzaroni, fiorire e arrivare a livelli alti, perché seguiti con attenzione e intelligenza. Tutto ciò non è più possibile" - spiega Squillace, secondo cui la didattica a distanza rende più evidenti le differenze sociali dei ragazzi.
"Chi ha un tablet di ultima generazione, la superfibra, la stanza tutta per sè per seguire le lezioni, i genitori laureati e un fratello al Politecnico, è ovviamente avvantaggiato. Quel ragazzo se la sarebbe cavata benissimo anche senza didattica a distanza e senza niente. Chi queste cose non le ha invece e dispone solo di una vecchia ADSL a vapore, un vecchio tablet da condividere con i fratelli, quell'alunno te lo perdi, non c'è nulla da fare".