Personaggi di Napoli
Personaggi di Napoli
Loquis
Napoli è una città con una cultura e una storia ricchissima. La sua storia è fatta di donne e uomini che l'hanno resa famosa in tutto il mondo. Scopri con Loquis i personaggi illustri della città ai piedi del Vesuvio! - Scarica l'app Loquis per iOS e Android.
Fuorigrotta e le origini del talento di Ciro dei The Jackal
Ciro Capriello, in arte Ciro Priello è un attore, autore e comico italiano nato a Napoli il 12 marzo del 1986. E’ uno dei componenti del celebre gruppo comico The Jackal. Si è fatto conoscere anche per esser stato il vincitore della trasmissione di successo LOL - Chi ride è fuori. Appassionato d’arte sin da bambino si esercitava con i balli latinoamericani con i genitori, e per ore copiava i balletti di Michael Jackson. Dall'età di 11 anni ha studiato a Fuorigrotta con Carmen Russo ed Enzo Paolo Turchi: dei quali è diventato uno dei loro primi ballerini. Nel 2004, a 18 anni, ha provato anche con uno dei primi talent show ,"Saranno famosi"., arrivando in semifinale in tv, ma non fu poi ammesso. Dopo questo brutto colpo studiò recitazione al teatro Elicantropo, ma l'idea del ballo non lo lasciava: partecipò infatti alle coreografie de "La cantata dei pastori" con Peppe Barra. Come emerge nei suoi video con i The Jackal, ha un rapporto d’amore appassionato con Napoli: “Voglio pensare che Napoli sia bella non perché straordinaria, ma per il frutto del buon lavoro e dell'impegno delle persone che la abitano. Non nascondo che l'idea di andarcene ci ha stuzzicato, agli inizi, anche sul piano personale, ma poi ho deciso di restare qui. Quando si decide di rimanere, si rimane con un'idea. Ma anche per partire ce ne vuole una. Non puoi partire solo per partire o restare, perché altrimenti sei un vigliacco.”
Jul 6, 2021
Giuseppe Mercalli, i terremoti e il Vesuvio
E' stato un geologo, sismologo e vulcanologo. Nacque nel 1850 a Milano. La cattedra in sismologia e vulcanologia all’Università di Napoli, conseguita nel 1892, gli fornì l’occasione ideale per applicare i suoi studi sul campo, in una delle aree sismicamente più attive della penisola. Già prima di arrivare a Napoli come docente, Mercalli aveva studiato fenomeni come il terremoto che distrusse Casamicciola, a Ischia, e i vulcani italiani, con maggior attenzione al Vesuvio e a Stromboli. Oltre alla cattedra all’università, lo studioso insegnò anche come Professore Reggente al Liceo Vittorio Emanuele di Napoli, dove ebbe come studente Giuseppe Moscati, futuro medico e santo. Nel 1911 divenne direttore dell’Osservatorio Vesuviano. Qui Mercalli cambiò radicalmente il metodo di ricerca e controllo del vulcano. Morì tragicamente a 64 anni il 19 marzo del 1914, casualmente il giorno del suo onomastico. Avrebbe inavvertitamente fatto cadere una lampada a olio accesa: una sbadataggine che causò un incendio che lo uccise e distrusse il suo appartamento a Napoli, in via Sapienza 23. Per alcuni non fu un incidente, ma una rapina finita male e, quindi, l’incendio fu un modo per cancellare ogni prova.
Jan 15, 2021
Aurelio Fierro il guaglione di Santa Maria la Nova
E' stato un cantante, vero ed autentico ambasciatore della canzone napoletana nel mondo. Nato a Montella, in Irpinia, il 23 Settembre 1923, morì l’11 marzo 2005 a Napoli, in quella che era diventata la sua città e il suo palcoscenico più importante, e dove ogni sabato nel proprio ristorante, ‘A canzuncella, a Santa Maria la Nova, attirava tantissimi napoletani e turisti esibendosi in cene spettacolo. Appartenente ad una famiglia di costruttori benestanti, la sua carriera musicale fu dovuta principalmente alla passione e alla fortuna: nel 1951, infatti, vinse un concorso canoro che lo spinse ad abbandonare la carriera da ingegnere, il trampolino di lancio verso il successo che non avrebbe tardato a giungere. Nel 1956 uscì la sua hit forse più celebre, Guaglione, che travalicò i confini prima napoletani e poi italiani per affermarsi in tutta Europa, nelle Americhe e in Giappone. Molto amato anche a Napoli, registrò ben 5 bis a Porta Capuana per ‘O Scapricciatiello. Per quasi 4 anni, dal 16 novembre 1970 al primo agosto 1974, è stato consigliere al comune di Napoli con delega alle Arti e allo Spettacolo, ambito in cui si è cimentato come scrittore pubblicando un libro di fiabe e leggende napoletane e una grammatica della Lingua Napoletana.
Jan 15, 2021
Titina De Filippo, l'amore e il dolore di Napoli
Nacque il 27 Marzo 1898 a Napoli, nel quartiere Chiaja, ed era figlia illegittima di Eduardo Scarpetta, il padre del Teatro Napoletano moderno, sorella maggiore di Eduardo e Peppino. Come i suoi fratelli, prese confidenza con il palcoscenico sin da bambina, interpretando quei piccoli ruoli che tutti i piccoli attori avevano e avrebbero continuato a svolgere per svezzarsi e condurre, da grandi, la carriera di attore. Prima del successo lavorò per varie compagnie, fino a quando, a 31 anni, iniziò a recitare al Teatro Nuovo di Napoli insieme a Totò, e a quando nel 1931 fondò insieme ai fratelli il Teatro Umoristico “I De Filippo”, che debuttò a Natale proprio con “Natale in casa Cupiello”. Titina rappresentò l’amore e il dolore di Napoli. “Filumena Marturano”, secondo il racconto di Eduardo, fu scritta in un impeto di creatività che non gli consentiva di riposarsi neppure di notte, impiegando così solamente tre giorni alla sua stesura, e fu scritta per lei, per Titina, la quale scoppiò in lacrime alla lettura della commedia. In quel ruolo, in quella storia commovente e struggente che ha come modello un fatto reale, Titina mise tutta sé stessa e tutti i suoi sentimenti, tanto da risultare inarrivabile pure in confronto alle successive e notevolissime interpretazioni di Pupella Maggio, Regina Bianchi e Sophia Loren.
Jan 15, 2021
Giovanna d'Aragona rinchiusa nella torre dello Ziro
E' stata una nobile, nota per la tragica morte che ha ispirato numerose opere letterarie e teatrali, come La duchessa d’Amalfi di John Webster. Nipote del re di Napoli Ferrante I, Giovanna era figlia dello sfortunato Enrico d'Aragona e nacque a Napoli nel 1477. Nel 1497 andò in sposa al secondo duca di Amalfi don Alfonso Todeschini Piccolomini, di cui rimase vedova poco tempo dopo il matrimonio. L'aiuto nell'amministrazione dei suoi beni, prestatole dal maggiordomo di corte, il patrizio napoletano Antonio Beccadelli di Bologna, si trasformò in un legame affettivo: i due si sposarono clandestinamente ed ebbero due figli. La notizia del matrimonio venne tuttavia conosciuta dal fratello di Giovanna, il cardinale Luigi d'Aragona, il quale, disapprovando il legame per motivi di rango sociale, fece uccidere Giovanna e i suoi tre figli, secondo la tradizione dopo averli fatti rinchiudere nella torre dello Ziro di Amalfi, il maschio del castello di Scalella in Pontone, contrada della città di Scala, dominante sulle confinanti città di Amalfi e Atrani; fece inoltre assassinare, pugnalato a morte da sicari, lo sposo morganatico che era riuscito a espatriare nel ducato di Milano.
Jan 15, 2021
Elena Coccia, l'avvocata femminista di Agerola
E' avvocato penalista esperta in diritto di famiglia con alle spalle oltre trent’anni di esperienza giudiziaria, una donna che ha sempre coniugato l’impegno professionale con quello sociale e politico. Nata ad Agerola, un comune sparso dove ha vissuto fino ai diciotto anni, è figlia di contadini colti e ultima di sei fratelli. Dopo aver frequentato il liceo classico, tra l’altro vincendo nel 1968 il premio Amalfi conferitole da Salvatore Quasimodo con una composizione sui poeti ermetici, si iscrive alla facoltà di giurisprudenza. Tra una miriade di casi impossibili, le è passata tra le mani la più epocale rivoluzione dei diritti civili: il femminismo, il referendum per l'aborto e per il divorzio, i primi processi per violenza sessuale. Anni passati a lottare più che negli uffici di via Marina, e poi nello studio associato di via Roma con gli avvocati, per le strade, nei vicoli, a incontrare le donne, i detenuti di Soccorso Rosso, i senzatetto, i bambini. Anni che Elena ricorda con un bagliore speciale nello sguardo, come di chi ha attraversato un ciclone e ancora ne porta i segni.
Jan 15, 2021
Agrippino, innamorato e difensore di Napoli
A Napoli era popolare quasi quanto san Gennaro. Secondo la tradizione, Agrippino fu il sesto vescovo della diocesi partenopea, e uno scrittore del IX secolo lo elogia così: «Innamorato della patria, difensore della città, egli non cessa di pregare ogni giorno per noi, suoi servitori». Di lui non ci sono molte notizie. Visse alla fine del III secolo, e la traslazione delle reliquie avvenne nella cosiddetta Stefania, cioè nella chiesa costruita nella Napoli del V secolo per far posto alla nuova cattedrale. In precedenza le reliquie di sant'Agrippino avevano riposato nelle catacombe di san Gennaro. Furono ritrovate dal cardinale Spinelli nel 1774. Reliquie incerte, che soltanto un più approfondito esame o nuovi documenti potranno far assegnare con certezza al Vescovo Agrippino, Pastore di incerta santità, un tempo venerato quasi alla pari con San Gennaro, perché innamorato della sua città e protettore del popolo napoletano. Oggi è venerato nel popolare e devoto rione Sanità, nella più antica aula di culto, il vestibolo inferiore delle catacombe di san Gennaro.
Jan 15, 2021
Alessandro Siani e il Tunnel Cabaret
E' probabilmente l’esponente di punta della nuova generazione di comici napoletani. A meno di 45 anni la sua biografia lo vede protagonista già di 4 film come regista, circa una decina come attore, più diversi spettacoli teatrali. Non tutti sanno però che all’anagrafe è in realtà Alessandro Esposito, nato a Napoli il 17 settembre 1975 e che per la carriera artistica ha scelto come cognome d’arte quello del giornalista napoletano Giancarlo Siani. L’attore si è formato nello storico locale “Tunnel Cabaret“, nei pressi del monastero di Santa Chiara, ed è sbarcato in TV nel 1998 con la trasmissione televisiva locale “Telegaribaldi”. Ha partecipato in seguito ad un altro programma campano, Pirati, condotto da Biagio Izzo, e nel 2002 è approdato a Telecapri presentando, insieme ad Alan De Luca, il Maradona Show. Ma è dal 2003 che la sua ascesa supera i confini regionali, diventando star a livello nazionale. Alessandro Siani è stato spesso accostato a Massimo Troisi, per la sua napoletanità, la verbosità, per la sua verve comica e scanzonata. È stato, tuttavia, lo stesso Siani a prendere le distanze da Troisi, con una battuta che conferma tutta la sua semplicità: “Massimo è semplicemente Dio, io sono solo un chierichetto”, ha sottolineato in un’intervista.
Jan 15, 2021
Antonio Bassolino e le Dolomiti di Napoli
Nato ad Afragola, il 20 marzo 1947, il suo impegno politico lo accompagna dall’adolescenza: si è iscritto alla Federazione giovanile del Partito Comunista Italiano a 15 anni. Deputato del Pci dal 1987, nel 1993 viene eletto sindaco di Napoli, e viene poi rieletto nel 1997. «La situazione in città era gravissima», dichiara Bassolino in un’intervista, riferendosi al periodo precedente alla sua nomina del 1993, «Con problemi che, più che di ordine pubblico, potevano definirsi di ordine civile. Il latte locale aveva un colore strano, l’acqua non c’era quasi mai, la città era buia, senza illuminazioni. Tangentopoli aveva travolto chiunque. Era chiaro a tutti che lo sbocco di quella crisi sarebbe stato radicale. A destra o sinistra, ma radicale». Il periodo in cui governò Bassolino venne soprannominato dalla stampa "Rinascimento Napoletano”. Con il Piano Comunale Trasporti nella Linea 1 della metropolitana di Napoli venne inaugurato il tratto in viadotto tra Colli Aminei-Piscinola. Tra il 1996 e il 2000 aprono i cantieri per Materdei a Dante e Dante a Garibaldi, unendo in un unico anello la metropolitana. Vengono inoltre pedonalizzate le principali vie commerciali della città e Piazza del Plebiscito, e viene potenziato il Maggio dei monumenti. Nel 2013 Bassolino ha scritto il libro Le Dolomiti di Napoli, un viaggio dentro sé stesso di un uomo controverso, a tutt'oggi molto criticato ma anche molto amato.
Jan 15, 2021
Aurelio De Laurentiis, il cinema e il Napoli
Nasce a Roma il 24 maggio del 1949 da famiglia di origini campane. È infatti figlio di Luigi e nipote del grande Dino De Laurentiis, entrambi produttori cinematografici originari di Torre Annunziata. È titolare della Filmauro, società cinematografica italiana e internazionale fondata con il padre Luigi nel 1975 ed è presidente dal 2004 della società calcistica Napoli, che rileva dal fallimento e riparte dalla serie C. Inizia con la denominazione Napoli Soccer per i primi due anni per poi riprendere il titolo SSC Napoli dopo la promozione in serie B. Nella storia da presidente del Napoli ha vinto due coppe Italia e 1 supercoppa Italiana e ha sfiorato due scudetti. Come presidente è stato capace di mettere insieme una squadra giovane e competitiva, pronta a rinnovarsi di anno in anno, in grado di assorbire le partenze di campioni affermati con l’inserimento di giocatori giovani e determinati. Un Presidente logorroico, spesso contraddittorio e irritante, insensibile alle richieste della piazza, ma con in testa uno schema che nel tempo si è rivelato fruttuoso.
Jan 15, 2021
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