Paccasassi - Marche
Paccasassi - Marche
Laura Graziosi
Paccasassi è un viaggio nella Riviera del Conero. Alla ricerca delle bellezze naturali ma anche storiche, culturali ed enogastronomiche di questo tratto di costa marchigiana. - Scarica l'app Loquis per iOS e Android.
Tutti in sella
Una mattina, attorno alle 9, davanti agli occhi sgranati di alcuni bambini, è comparso, in cima al muro della Mole Vanvitelliana: un cavallo. Il cavallo era rosso. Un cavallo rosso, arrivato alla Mole su un peschereccio. Mimmo Paladino ha scelto Ancona per il suo Cavallo Rosso, realizzato in vetroresina con le zampe nere e senza piedistallo. Il Cavallo Rosso di Mimmo Paladino sono tre anni che si erge impettito dall’alto delle mura di cinta del Lazzaretto. E' il simbolo della rinascita artistica e culturale della città.
Sep 15, 2020
La statua si può toccare
Il Museo Tattile Statale Omero è un unicum, nel sistema museale italiano. Istituito nel 1993, il Museo promuove con esposizioni, laboratori, ricerche, la fruizione multisensoriale del patrimonio culturale e artistico. Il Museo non ha barriere. Le opere d’arte esposte si possono toccare. E' un museo tattile, che rende l’arte accessibile e fruibile a chiunque, ai non vedenti e agli ipovedenti, i quali possono anche leggere le descrizioni in braille. Tutti sono invitati ad addentrarsi in un percorso nella storia dell’arte, che compone un viaggio, tramite opere plastiche e scultoree, dall’antica Grecia fino al Rinascimento. La prima sala del museo, presenta copie in gesso al vero e modelli in scala e plastici. E’possibile seguire con le dita le forme del Discobolo, della Venere di Milo, della luna capitolina. Scoprire con le mani com’è fatto il Pantheon, la Basilica di San Pietro, il David, la Pietà di Michelangelo, accorgersi, con il buio negli occhi, dell’imponenza del Mosè. Nella seconda sala, si possono toccare opere originali di arte contemporanea, realizzate da De Chirico, Arnaldo Pomodoro, Valeriano Trubbiano, Pietro Consagra ed altri ancora. Un Museo innovativo, gratuito, che mira ad estendere ancora la sua ricerca per l'accessibilità dell'arte, a tutti.
Sep 15, 2020
Immobili e vaganti
Sarà che tutti, in varie dimensioni dell’esistenza, potremmo essere naufraghi, clandestini, portatori di una barca sulle spalle, alla ricerca di approdi sicuri o immersi nelle scelte, per capire quale sia la rotta da prendere. Fatto sta, che pur allontanandomi, mi sentivo osservata da quei due. I due uomini che sorreggevano la barca rovesciata. Compongono l’opera esposta nel cortile interno della Mole Vanvitelliana d’Ancona. L’autore è Velasco Vitali e l’opera si intitola: Sbarco. Due figure maschili, in bronzo, sorreggono sulle proprie spalle un’imbarcazione rovesciata, composta da materiale lucente. Le loro teste rimangono nascoste all’interno della barca. Vitali stesso racconta di due figure metafisicamente spaesate. Immobili eppure vaganti, che possono essere circondate da persone che gli vagano attorno. Sono una di quelle.
Sep 15, 2020
La Mole Vanvitelliana di Ancona
Forse, non tutti sanno che ad Ancona, c’è un’isola. In un angolo del porto, superato il canale detto mandracchio, difronte al rione degli Archi, c’è un’isola artificiale. Risale ai primi anni del Settecento, quando Papa Clementino XII incarica l’architetto Luigi Vanvitelli della costruzione di un Lazzaretto. Il papa stesso aveva reso Ancona un porto franco, determinando un grande impulso per gli scambi commerciali. Il porto era un via vai continuo di merci e di gente. La necessità di un luogo che potesse avere una funzione sanitaria, per le quarantene, isolato dal resto della città, come pure di uno spazio in cui stipare grandi quantità di merci, diventava urgente. Luigi Vanvitelli, a partire dal 1732 progetta la Mole Vanvitelliana. Sopra l’isola artificiale, l’architetto guida i lavori per un imponente Lazzaretto. Si realizzano 22mila metri quadrati, capaci di ospitare fino a 2000 persone. La maestosa struttura è a pianta pentagonale, con gli spazi interni dedicati alle persone in quarantena mentre quelli esterni per le merci. Ora è collegato alla terraferma con tre ponti ma, in origine, l’ingresso era soltanto uno, dove si trova il portale principale in Pietra d’Istria. Nel tempo, il Lazzaretto ha modificato più volte il proprio uso. Oggi, è un vivace centro culturale che ospita spettacoli, concerti, rassegne cinematografiche, mostre e, alcune sale, sono sede del Museo tattile Omero
Sep 15, 2020
Quella maledettissima...
E’ il 1827, viene inaugurato il Teatro delle Muse. Opera maestosa, in stile neoclassico, si erge davanti all’entrata del Porto di Ancona. Un ingente sostegno economico è concesso dalla Società dei Palchettisti, formata dalle famiglie più abbienti della città, le quali in cambio ricevono la proprietà di un palchetto ciascuna. Il timpano della facciata è decorato con bassorilievi che riproducono le nove Muse, con Apollo dio di tutte le Arti e Palèmone, dio della navigazione. Il sipario riproduce l’imperatore Traiano, trionfante di ritorno dalle guerre daciche, che sfila sotto l’Arco del porto, eretto proprio in suo onore. Nella sala a ferro di cavallo, nei quattro ordini di palchi e fino al loggione, risuonano per almeno 100 anni le opere liriche. Quelle di Rossini, di Verdi. Eseguite persino, alla presenza del re Vittorio Emanuele II, in visita alla città, in occasione dell’annessione di Ancona al Regno d’Italia. E’ il 1943 quando le bombe cadono sulla città e colpiscono anche il teatro. Danneggiano il soffitto e i rivestimenti. Il sipario cala, per quasi 60 anni...
Sep 14, 2020
Ma tu, come ti chiami?
Realizzata alla fine del 1400, nasce come Piazza Nuova. E’ la più centrale e la più ampia della città, quindi diventa presto Piazza Grande. A fine settecento, i francesi occupano Ancona. Il loro generale si sa, voleva le cose in grande, e la piazza prende il nome di Piazza Napoleone. Ma poi c’è la Restaurazione dello Stato Pontificio, e a dominare la piazza c’è la chiesa di San Domenico, nel punto più alto. Che facciamo? La piazza diventa Piazza San Domenico. E’ il 1860, 4 e 5 novembre, le Marche aderiscono al Regno d’Italia con un plebiscito. E’ufficiale, quella: è Piazza Plebiscito. Dal 1860, è ufficiale, ormai è così, sulle carte, sulle buste da lettere sui documenti… eppure… i cittadini di Ancona… la chiamano: Piazza del Papa! E' il centro della vita notturna cittadina. Insomma, stasera, dove ci vediamo?
Sep 14, 2020
Dal terzo ordine si vede il mare
L' anfiteatro di Ancona è stato costruito tra il Colle Guasco e il Colle dei Cappuccini nel I secolo a.c. Poteva ospitare fino a 10.000 spettatori. Oltre 20 gradinate erano distribuite su 3 ordini, in parte scavati nella roccia, in parte creati appositamente in pietra e laterizi. L’anfiteatro è a 50 metri sul livello del mare e dalle gradinate più alte si vedeva l’Adriatico su due fronti: sia a nord est che a sud ovest. Chissà, magari la bellezza dello scenario naturale riusciva a distrarre qualche spettatore dagli spettacoli cruenti che si svolgevano nell’arena. I gladiatori entravano in processione dalla Porta pompae e, se lo spettacolo non volgeva a loro favore, ne risultavano moribondi o morti, per loro si apriva il passaggio della Porta Libitinensis, consacrata alla Dea dell’aldilà. Accanto all’anfiteatro, è stato rinvenuto un complesso termale, con un frigidarium una vasca in marmo, un pavimento in mosaico e pareti affrescate.
Sep 14, 2020
Del Canneto, del Mercato, della Piazza
Santa Maria del Canneto: è lei. Perché questa zona, a ridosso del porto, un tempo era paludosa e proliferavano le piante di canne. Santa Maria del Mercato: di nuovo lei. Dopo aver bonificato la zona dalla palude, nello spazio antistante la chiesa si svolgeva il mercato. E non lontano da qui, c’è anche la Loggia dei Mercanti. Santa Maria della Piazza: è sempre lei. Dopo la funzione di mercato, il sagrato è diventato un luogo importante per tutta la cittadinanza, uno spazio pubblico in cui si svolgeva anche l’investitura del Podestà. La Chiesa, Santa Maria della Piazza, è un pregevole esempio di arte romanica. Risale al 1200, ed è costruita sulle rovine di una basilica paleocristiana. All’interno, come vuole l’arte romanica, Santa Maria della Piazza è spoglia ed essenziale. La facciata invece colpisce lo sguardo ed è firmata da Mastro Filippo. Nel 1210, Mastro Filippo si trova davanti una parete di pietra bianca del Conero ed inizia ad arricchirla di fregi ed ornamenti. Realizza così una facciata piena di particolari, con un susseguirsi di archetti ciechi, sculture, in cui domina la figura di Maria, scolpita al centro e nella parte più alta. Numerosi sono i mostri e le figure allegoriche, che riempiono di notevole interesse, significato e curiosità, tutto il portale.
Sep 14, 2020
Tra una nave che viene e una che va
Ancona città dorica, fondata nel IV secolo a.c. dai Dori, i greci che provenivano da Siracusa. Eppure già nel XIII secolo a.c., dal golfo di Ancona partivano navi alla volta della Grecia, dell’Istria e della Dalmazia. Ma è proprio con l’arrivo dei Dori, e a seguire dei romani, che quell’insenatura naturale e strategica, per l’attracco in sicurezza delle navi, assume le caratteristiche architettoniche di un porto. Da quando è stata aperta la passeggiata nel Porto Antico della città, è possibile percorrere il camminamento delle lunghe mura medioevali, passare accanto alle portelle da cui si scambiavano le merci, alla casa del Capitano, all’arco di Traiano e quello di Clementino, fino al basamento della vecchia lanterna. In fondo alla passeggiata, sulla punta estrema del Molo nord, rivolta ad Oriente, si arriva anche alla suggestiva Lanterna Rossa.
Sep 13, 2020
Il Duomo diventa rosa
Da più di Mille anni, il Duomo di San Ciriaco veglia sulla città di Ancona. Domina il punto più alto del colle Guasco, l’angolo più estremo del promontorio roccioso su cui sorge la città. Il Duomo si affaccia sul porto, su tutto il Golfo e il mare aperto. L’edificio sorge sui resti di un antico tempio pagano e di una basilica paleocristiana. Il tempio era dedicato probabilmente ad Afrodite, protettrice dei naviganti. Il Duomo di Ancona è un accurato esempio di arte romanica, in cui sono inseriti elementi gotici e bizantini. La pianta centrale è a base greca, ha tre navate e la cupola, che armonizza l’intera architettura, è considerata una delle più antiche d’Italia. La facciata è decorata con quattro colonne che sorreggono un arco a sesto pieno. Le colonne poggiano su possenti leoni in marmo rosso. E' il tramonto forse il momento più suggestivo per salire al Duomo. Quando la Cattedrale si ammanta di una luce calda, e proprio tutto quel bianco e quell’insolito rosso, assumono tinte corallo, arancio, rosa. Così pure la scalinata e tutte le pareti intorno. Il Duomo allora brilla di una solennità, che respira millenaria, in quella pietra.
Sep 13, 2020
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