Orto Botanico di Roma
Orto Botanico di Roma
Loquis
Esplora con Loquis l'Orto Botanico della Capitale. Scopri tutti i segreti sulla sua storia e le specie contenute nei suoi viali, dentro le sue storiche serre e lungo i sentieri del giardino alle pendici del Gianicolo. - Scarica l'app Loquis per iOS e Android.
Serra Corsini
E' una struttura dell'Orto realizzata nel 1800. Rappresenta la prima serra calda del giardino Corsini ed ospita una collezione di succulente e piante grasse: le famiglie maggiormente rappresentate sono le Cactaceae, le Agavaceae, le Euphorbiaceae e le Crassulaceae. Di pregio la collezione delle caudiciformi, che comprende in particolare i generi Adenium, Pachypodium e Testudinaria. Sono presenti due vasche appartenute a Cristina di Svezia nel periodo in cui era affittuaria di Villa Riario (dal 1659 al 1689).
Apr 13, 2021
Vitigni italiani
Nell’area compresa fra la Collezione delle Felci e le Mura Aureliane, è presente una collezione di oltre 150 varietà di vite rappresentative delle venti Regioni Italiane e le 15 varietà d’uva straniere più celebri al mondo. Il 3 aprile 2018, in un’area dedicata all’interno dell’Orto Botanico di Roma, c’è stata la piantumazione completa del Vigneto Italia: 310 barbatelle, due per ogni vitigno selezionato tra le più importanti varietà nazionali. Il Vigneto Italia è stato voluto dall’analista sensoriale di fama internazionale Luca Maroni insieme al Museo Orto Botanico – Università Sapienza di Roma, e in collaborazione con i Vivai Rauscedo. L’obiettivo di questo straordinario progetto, per cui è stato scelto il metodo di coltivazione biodinamica, in quanto a impatto zero sull’ambiente, è la conservazione, lo sviluppo e la diffusione della conoscenza della cultura vitivinicola italiana. Tra i vitigni autoctoni presenti nel giardino ci sono il Nebbiolo, la Glera, il Tintore di Tramonti, la Cococciola d’Abruzzo, il Mayolet della Valle d’Aosta, accanto al Lancellotta emiliano, al Bombino, all’umbro Canaiolo, alla Lacrima di Morra delle Marche, al Nerello siciliano, al Pignoletto bolognese, all’Albana romagnola, allo Schiopettino friulano ed ai più noti Barolo e Sangiovese.
Apr 10, 2021
Giardino Roccioso
Situato lungo la parte delle Mura Aureliane che incrociano la passeggiata del Gianicolo, risuona lo sciabordio del Fontanone dell’acqua Paola, che si intravede sullo sfondo oltre il tratto superstite delle mura aureliane. Qui si trova il Giardino Roccioso. Questo giardino è caratterizzato da blocchi di pietra con piante caratteristiche delle flore di alta montagna, intorno alla vivace cascata, ripartite per aree geografiche. Le aree geografiche sono così suddivise: Alpi, Pirenei, Carpazi, Caucaso, Himalaya, Montagne Rocciose e Ande. Oltre a queste aree sono presenti anche piante provenienti dall'Etna.
Apr 10, 2021
Giardino mediterraneo
Questo giardino è organizzato in aiuole, dove si possono osservare circa 120 specie tipiche della macchia mediterranea tra cui il corbezzolo, simbolo della patria italiana, dovuto al fatto che i suoi colori sono quelli della bandiera italiana, e da esso si producono liquori e vini. Il lentisco, dal quale si produce un particolare tipo di olio usato in cucina, e il Mirto, da cui si produce il celebre liquore in Sardegna. Oltre alle specie italiane si incontrano specie australiane e specie originarie del Sudafrica. Fra le specie endemiche troviamo la Bocca di leone, l’ Erodium corsicum, conosciuto anche col nome di Becco di Gru, e l’Elicrisio. Sono presenti anche specie dei generi Cistus, Salvia, Teucrium e Lavandula, che rappresentano il paesaggio iconico e i paesaggi mediterranei, come quelli iconici della Provenza in Francia.
Apr 10, 2021
Serra Monumentale
È la struttura originaria, costruita dalla ditta Mathian di Lione nel 1877, in stile art deco. La serra ospita una bellissima collezione di euforbie, con varie specie presenti. Addossate alla struttura, sui due laterali, si trovano due Serre, a doppio spiovente, una delle quali è adibita alla coltivazione delle orchidee (tra le quali sono presenti i generi Cattleya, Vanilla, Laelia, Epidendrum), e le Bromeliacee (tra le quali sono presenti le Tillandsia, le Vriesee, le Ecmee, e le Cryptanthus, conosciute in italiano come Stelle della Terra. Le orchidee sono coltivate anche all'esterno della Serra.
Apr 10, 2021
Piante Acquatiche
L'ambiente acquatico dell'Orto è rappresentato dal ruscello, dal laghetto e da alcune vasche. Sono presenti diverse specie tra le quali il fiore di loto. Considerato sacro sin dai tempi degli antichi Egizi, appartiene al genere di piante acquatiche chiamato Nelumbo, e fece la sua prima apparizione sul pianeta Terra 80 milioni di anni fa. Sboccia nel periodo estivo, tra giugno e settembre, e in natura esistono due varietà che crescono in America, Asia e Australia. Le foglie, estremamente decorative, sono molto grandi con un diametro di oltre 1 metro. Una caratteristica interessante delle foglie del fiore di loto è la loro capacità di mantenersi sempre pulite e asciutte sebbene la pianta cresca e si sviluppi in acque stagnanti. I fiori sono composti da più di 20 petali con sfumature di colore che vanno dal bianco al rosa, dal giallo al rosso, e hanno un profumo intenso e avvolgente. Il fiore di loto è considerato sacro per l’Induismo e il Buddhismo. In India è uno dei simboli nazionali mentre per i buddisti il significato del fiore è legato al concetto di purezza dell’anima e del corpo e di elevazione spirituale. La sua particolarità legata al chiudersi di notte e aprirsi di giorno, è simbolo di forza vitale e resistenza fuori dal comune.
Apr 10, 2021
La Serra Tropicale
Di recente realizzazione, questa serra ospita specie tropicali e subtropicali. All'interno della serra l'umidità rimane costantemente sull'80% e la temperatura varia fra 18-20C in inverno, e intorno a 30C in estate. La serra è organizzata in aree, ciascuna dedicata a una particolare tematica: l'area delle specie del sottobosco tropicale; l'area dei Pandanus (genere di piante che comprende oltre 600 specie distribuite nella fascia tropicale di Africa, Asia e Oceania. Le diverse specie di Pandanus costituiscono un'importante risorsa ecologica per molte forme di vita animale, e trovano ampia utilizzazione nell'artigianato, nella gastronomia e nella medicina popolare di molte popolazioni); le vasche che ospitano Victoria cruziana (una enorme ninfea tropicale che produce foglie arrotondate che raggiungono normalmente un diametro di 1 metro, ma possono addirittura raddoppiare se coltivate in ampi spazi e in condizioni particolarmente favorevoli. Tutte le parti che compongono questa pianta, ad esclusione del bocciolo e della pagina superiore della foglia, sono ricoperte da potenti spine. I grandi fiori si aprono di notte e sono di colore bianco/crema il primo giorno, mentre nei giorni successivi diventano rosa amarena. Il profumo dei fiori è molto forte e si sente a molti metri di distanza). Infine, sono presenti le l'aree delle piante palustri; quella delle piante utili; l'area che ricrea l'ambiente della "foresta tropicale" e l'area delle palme.
Apr 10, 2021
L’Orto dei Semplici
In questo spazio dell'Orto botanico si trova una bella collezione di 220 specie di piante medicinali organizzate in vasche. Nella storia l’utilizzo di queste piante si perde nella notte dei tempi. Uno dei più importanti scrittori greci antichi, Eracleide, descrisse alcune ricette farmacologiche create tramite estratti, decotti e misture derivate da queste piante, riprese poi in seguito da un importante enciclopedista e medico romano Aulo Cornelio Celso. Nell'antica Roma erano impiantati orti chiamati medicinali, in quanto si coltivavano piante sfruttate per le varie terapie mediche. In Sicilia, grazie ai Saraceni, vennero introdotte nuove tecniche idrauliche e di irrigazione, che consentirono l'introduzione di nuove piante officinali. Gli arabi diedero un grande impulso all'alchimia medievale, principalmente per lo sviluppo farmaceutico di tinture e di distillati. La scienza della botanica, intesa come quella attuale, nacque però solo agli inizi del Cinquecento. Tra le piante medicinali più conosciute, presenti nell'Orto dei Semplici, troviamo: la Belladonna (l'epiteto fa riferimento al collirio basato su questa pianta per dare risalto e lucentezza agli occhi, usato dalle dame del Rinascimento); il Tarassaco (famoso per i suoi semi che vengono “soffiati” dal vento, che viene usato sia in cucina che nella medicina tradizionale); l’Arnica (usata spesso come antidolorifico); i Fiori di Bach (scoperti dal medico britannico Edward Bach, che ha fondato una terapia non riconosciuta dalla medicina scientifica attraverso soluzioni ricavati da essi); l’Assenzio (famoso per le sue proprietà allucinogene).
Apr 10, 2021
Wollemia
E' una conifera che si credeva ormai estinta, ma che, nel 1994, è stata individuata in una forra all’interno del Wollemi National Park in Australia. Questa scoperta destò un grande interesse fra i botanici, poiché gli studi su questa conifera fino ad allora erano possibili solo tramite foglie fossili degli esemplari sopravvissuti al tempo, risalenti a circa novanta milioni di anni fa e rinvenuti in Nuova Zelanda, Antartide e Australia. Questa pianta può raggiungere dimensioni notevoli, anche i 35-40 metri di altezza, con aghi scuri, palmati e sovradimensionati e una corteccia spessa. Attualmente lo studio sulla Wollemia nobilis ha portato all’individuazione di circa un centinaio di esemplari nella gola del canyon del parco australiano. Dalla scoperta ad oggi, sono stati fatti molti tentativi per far sviluppare in maniera più consistente questa antica conifera al fine di avere un maggior numero di esemplari e scongiurare l’estinzione. La Wollemia nobilis fu portata per la prima volta in Italia alla manifestazione Euroflora, che si tenne a Genova nel 2006. E' presente nell’Orto botanico di Roma e per la prima volta ha sviluppato anche i coni femminili: questa è un’ottima notizia ai fini della sua riproduzione e l’ottenimento di nuovi esemplari. Nell'Orto e' inserita nell’area dedicata alle Gimnosperme e in particolare si ritrova fra due sequoie di modeste dimensioni. Insomma una pianta unica, come il Ginkgo biloba e la Cycas, che ci parlano di un passato lontano.
Apr 10, 2021
Gimnosperme
Sono un gruppo di piante vascolari legnose che producono semi non protetti da ovario; infatti i semi sono nudi e disposti sulle scaglie di un cono (o pigna), o di una struttura simile (come gli arilli del tasso). In alcuni casi (ad esempio, nel genere Ginkgo) il cono si richiude completamente intorno al seme, generando un involucro carnoso dall’apparenza di un frutto. La collezione, che occupa parte della zona collinare dell'Orto botanico, comprende i generi Podocarpus, Pinus, Cipressus e Torreya. Si sottolinea la presenza di Abeti dei Nèbrodi (specie gravemente minacciata, inserita nelle Liste Rosse IUCN), il Kauri dalla corteccia liscia, conifera a foglia espansa, di Sequoia sempervirens e di Ginkgo biloba. È presente anche un individuo di Wollemia nobilis, specie ritenuta estinta fino al 1994, quando fu rinvenuta nel Wollemi National Park (in Australia). Oltre al Pino delle Canarie, con la peculiarità dei ramuli penduli che rivestono il tronco sin dalla base, si rinviene anche il Pino paroliniano, che, come noto, è il quarto rappresentante tra le specie mediterranee, diffuso spontaneamente sui monti dell'Oriente (Grecia, Libano, Turchia e Siria). E' presente anche un noce gigante caduto nel 2008, ma che i giardinieri che curano l'Orto hanno deciso di continuare a tenerlo in vita. Così hanno coperto le sue radici con una grande zolla di terra, e il noce continua a vivere e germogliare seppure coricato a terra.
Apr 10, 2021
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