
..Di estrazione sociale povera, nato nell'area di Sao Paulo nel 1985, figura tra le più in vista del più aggiornato panorama brasiliano (proprio Sao Paulo è da anni uno dei poli di maggiore creatività musicale a livello mondiale), il rapper e cantante Emicida consacra il suo nuovo album all'amore: potrebbe sembrare una scelta di disimpegno ma non lo è, e guarda caso sono parecchi gli artisti brasiliani che in questo momento parlano di amore. Perché nel Brasile del discorso politico violento, di odio, di Bolsonaro, parlare di amore è di per sé una presa di posizione politica. Ma - di grande qualità musicale e molto vario - il nuovo album di Emicida contiene poi dei messaggi più specifici: a cominciare dalla canzone da cui il disco prende il titolo. AmarElo contiene infatti un campionamento di un verso di Sujeito de sorte, una canzone di Belchior del 1976: "l'anno scorso sono morto, ma quest'anno non muoio". All'epoca la canzone ebbe meno successo di altre di Belchior, ma negli ultimi anni quel verso è stato ripreso, soprattutto dai giovani, ed è stato adottato anche da blocos del carnevale, e usato come uno slogan politico, in particolare a partire dall'elezione di Bolsonaro. Una valenza politica in effetti quel verso lo aveva anche all'origine: mentre il Brasile era in piena dittatura militare, Belchior si rivolgeva con la sua canzone ad una America Latina che era sì stata sconfitta, ma che resisteva e non si dava per vinta.
Feb 20, 2020
24 min

Con Musiche dal mondo in generale vi proponiamo musiche di altri continenti, ma una musica così gioiosa ed esuberante come quella di Gaizca Project, un album pubblicato dall'etichetta Homerecords, è certamente una buona occasione per rimanere questa volta in Europa. Il senso di Gaizca Project è quello di mettere insieme tre culture musicali popolari e tradizionali della penisola iberica, e cioè della Galizia, dei Paesi Baschi e della Catalogna, con l'idea di valorizzare le loro identità in una creazione aperta però sul mondo e sulla contemporaneità. Bellissimo, brillante, l'assortimento di strumenti tradizionali che Gaizca Project ci propone (oltre a voci, chitarre e batteria). Della musica galiziana sono tipici pandeiro e pandeireta, tamburelli a cornice rotonda che nella penisola iberica si sono diffusi probabilmente come influenza nordafricana, portata dalla dominazione arabo-musulmana; e le cunchas, conchiglie che vengono "suonate" una con l'altra con un movimento che sta tra la percussione e lo sfregamento, e che si trovano nella musica galiziana anche in aree lontane dal mare; della musica basca sono tipici invece un originale strumento a percussione come lo txalaparta, e la trikitixa, fisarmonica diatonica; e della musica catalana due strumenti a fiato di origine medievale come la gralla e la tenora.
Feb 13, 2020
28 min

Molto popolare - e di casa - in Italia, Trilok Gurtu, uno dei più apprezzati e famosi percussionisti del mondo, è nato a Bombay nel 1951, figlio di Shoba Gurtu, rinomata interprete di canto classico hindustani, e in India ha imparato l'arte delle tabla, le tipiche percussioni indiane. Proprio in Italia, con il gruppo italiano Aktuala, a cavallo tra jazz d'avanguardia e musiche dal mondo, Gurtu negli anni settanta mosse i primi passi di una carriera che lo avrebbe portato a collaborare con musicisti della statura di Joe Zawinul e Don Cherry. Gurtu spiega così il titolo del suo nuovo disco: "senza ritmo nulla si muove, senza movimento il mondo si fermerebbe: nella natura tutto è movimento, ritmo, energia. Per questo dico: Dio è un batterista". Un album di musica - come sempre quella di Gurtu - cordiale, esuberante, animata da un ritmo irrefrenabile: se Dio è un batterista, Trilok Gurtu è il suo profeta.
Feb 6, 2020
28 min

..Il nome - Les Amazones d'Afrique - è un omaggio allo stesso tempo alle Amazzoni del Dahomey, che per due secoli difesero l'odierno Benin, e al gruppo guineano Les Amazones de Guinee, storico complesso africano tutto femminile. Les Amazones d'Afrique sono un collettivo di artiste africane nato nel 2014, per promuovere la causa delle donne, l'uguaglianza tra i sessi, la lotta contro le ingiustizie e le violenze di cui le donne sono vittime: dopo il primo album uscito nel 2017, sono ora al secondo, sempre per la Real World. Nel frattempo l'assortimento delle cantanti e rapper è cambiato, ma il progetto prosegue. Nelle canzoni dell'album si toccano molti temi: uguaglianza fra i sessi, misoginia, violenza, identità sessuale, matrimoni forzati, mutilazioni genitali. La musica delle Amazones d'Afrique è molto elettronica e molto aggiornata sul piano dei suoni: anche un modo metaforico per dire che in Africa le lotte e le rivendicazioni delle donne sono all'ordine del giorno, e che la battaglia delle donne africane non è affatto più arretrata di quella delle donne degli altri continenti.
Jan 30, 2020
28 min

I gnaoua sono gli eredi degli schiavi neri dell'Africa subsahariana: le loro comunità sono depositarie di una cultura specifica, e la loro musica ha all'interno del panorama musicale marocchino una sua identità molto spiccata, con fenomeni di transe e posessione nel corso delle cerimonie. Abelkabir Faradjallah nasce a Casablanca, uno dei poli della cultura gnaoua, da genitori arrivati da altre città, la madre da Essaouira, altro centro rinomato per la cultura gnaoua; da ragazzo comincia a scrivere canzoni e ad essere ingaggiato come cantante per feste di amici. Il gruppo Attarazat Addahabia si forma nel '68, con ben 14 elementi, fra cui diverse voci femminili, tutti della stessa famiglia: la formazione mette insieme musica marocchina, e in particolare gnaoua, e influenze che vengono dal pop internazionale e dalla black music, in un amalgama molto moderno ed esuberante. Attarazat Addahabia ha poi cessato definitivamente la propria attività alla metà degli anni novanta. L'album ora meritoriamente portato alla luce dall'etichetta tedesca Habibi Funk, specializzata nel vintage arabo, era stato registrato nel '72 ma poi, per ragioni che nessuno ricorda più, non era stato mai pubblicato.
Jan 23, 2020
28 min

Trentacinquenne, Lina Cardoso Rodrigues è cresciuta a Porto, dove ha studiato canto operistico. Dopo avere avuto ruoli in allestimenti della Carmen e della Boheme, nel 2005 si è vista affidare la parte di protagonista nel musical Amalia, su Amalia Rodrigues, un impegno che aveva permesso di constatare quanto fosse portata per il fado: che via via le si è imposto come destino professionale. Per il suo terzo album Lina ha sentito il bisogno di fare qualcosa di diverso, e si è rivolta a Raul Refree, musicista con un range di esperienze piuttosto ampio, anche in ambito sperimentale. Refree è conosciuto soprattutto per il suo lavoro con Rosalia, giovane star spagnola che reinterpreta il flamenco con un'estetica spregiudicata. Lina gli ha chiesto di fare col fado quello che aveva fatto col flamenco. Salvo che Refree non aveva sostanzialmente nessuna confidenza col fado, e che Lina ha scelto brani dal repertorio di Amalia Rodrigues senza cambiarli né nelle parole né nelle melodie, e Refree ha cominciato a lavorare con lei senza conoscerli. Ne è venuto fuori un accompagnamento - scarno, minimalista - così inabituale per il fado, da mettere per contrasto in risalto la classicità del fado di Lina, e da esaltarne il pathos.
Jan 16, 2020
26 min

Alla metà degli anni settanta Issam Hajali è un giovane che a Beirut fa parte di una band, i Rainbow Bridge, che comincia ad avere successo guardando al pop-rock occidentale: Beatles, Cream, Jethro Tull. Ma in Libano scoppia la guerra civile, e Issam, che milita nella sinistra, si sente nel mirino e riesce a raggiungere Parigi, dove rimane per un anno. Nella capitale francese Hajali stenta a mettere insieme il pranzo con la cena, ma prima di tornare a Beirut nel '77 riesce a organizzare una piccola seduta di incisione: a Parigi, vuoi per la lontananza dal suo paese, vuoi per la tragedia della guerra civile che il Libano stava attraversando, Hajali sente il richiamo per la musica araba, e crea un pop-folk mediorientale che va già nella direzione di Ferat Al Ard, il gruppo con cui Hajali farà poi epoca in Libano. Mai uscito, circolato solo in copie artigianali, l'album è un gioiello che adesso vede la luce con Habibi Funk, etichetta tedesca specializzata nel vintage arabo.
Jan 9, 2020
28 min

Il Mali ha una grande tradizione di chitarre elettriche, e anche una grande passione per l’uso della chitarra elettrica in una direzione ibrida, fra background tradizionale maliano e rock-blues: al suo quinto album, Oumar Konate, che a Bamako, la capitale, si esibisce regolarmente nei locali, è uno dei giovani in questo filone della musica maliana. ..Kankou Kouyate è una giovane cantante che proviene da una famiglia di rinomata tradizione nel campo della musica: il suo album è nato dall’incontro a Bamako con il chitarrista e produttore scozzese Mark Mulholland...Eneida Marta è una cantante della Guinea Bissau: la sua musica è influenzata da grandi protagonisti della musica del suo paese e dell’Angola, altra ex colonia portoghese, ma risente anche del suo interesse per il jazz.
Dec 12, 2019
53 min

Rwanda, you should be loved è il terzo album del trio The Good Ones, costituitosi dopo il genocidio del ’94 - quando nel giro di tre mesi vennero uccise come minimo un milione di persone – da appartenenti alle tre etnie del Ruanda, tutsi, hutu e abatwa, proprio nella prospettiva di superare il trauma di quello che era avvenuto, che aveva toccato anche le famiglie di questi musicisti. A scoprirli, sulle colline di una remota regione rurale del Ruanda, è stato una decina di anni fa il produttore americano Ian Brennan, sposato con una italo-ruandese, la fotografa e filmaker Marilena Delli. I tre musicisti di The Good Ones continuano a vivere lì, dove tutt’ora non arriva né acqua corrente né elettricità, né l’influenza delle musiche urbane o straniere e occidentali. Le condizioni di vita modestissime dei musicisti si riflettono nella loro musica, la cui poesia non è alterata da alcune partecipazioni non invasive, curate da Brennan, di musicisti di fama internazionale, come Tunde Adebimpe (Tv on the radio), Nels Cline (Wilco), Joe Lally (Fugazi), Kevin Shields (My Bloody Valentine). L’album è stato registrato nella fattoria di The Good Ones.
Dec 5, 2019
29 min
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