
Il Santuario del Volto Santo si trova a Reggio Calabria ed è legato alla figura di San Gaetano Catanoso. Il santuario fu eretto in suo onore e al suo interno sono custodite le reliquie del suo corpo.
Protettore della provincia reggina, San Gaetano Catanoso è stato il primo parroco che ha ricevuto la beatificazione da SS. Giovanni Paolo II, nel 1997, e dichiarato santo, nel 2005, da Papa Benedetto XVI.
La sua vita, ispirata dal Volto Santo di Gesù, è stata contornata dal desiderio di contrastare l’ignoranza religiosa, la povertà, e l’analfabetismo, i grandi mali che affliggevano le genti di quel tempo. Aprì scuole serali per insegnare ai giovani, compì opere di filantropia e collaborò con altri parroci per creare una solida rete di carità cristiana.
Fondò anche la Congregazione delle Suore Veroniche del Volto Santo, un gruppo di religiose devote al Volto di Gesù che davano conforto ai bisognosi.
Il santuario è stato eretto nel 1940 per volere dello stesso parroco, quando era ancora in vita, ma i suoi lavori si sono conclusi solamente dopo la sua morte. Ancora oggi, oltre ad essere il luogo di preghiera delle Suore Veroniche del Volto Santo, è un luogo di preghiera per moltissimi sacerdoti, pellegrini e fedeli che trovano in esso un’oasi di silenzio e di pace.
Sep 15, 2022

Il duomo di Reggio Calabria è l’edificio sacro più grande della Calabria e si trova nel centro storico della città. La struttura originaria ha subito moltissimi rifacimenti, la chiesa fu, per ben due volte, saccheggiata e incendiata e, notevolmente danneggiata dal terremoto del 1908, fu ricostruita definitivamente, grazie al progetto di Padre Carmelo Angiolini, prendendo le sembianze attuali. In stile neo romanico, il duomo domina la piazza antistante con le sue imponenti statue raffiguranti San paolo e Santo Stefano da Nicea, entrambe opere dello scultore Francesco Jerace.
Al suo interno, di grande rilevanza, è la Cappella del Santissimo Sacramento, dichiarata nel XIX secolo monumento nazionale, ed è il più importante monumento d'arte barocca-seicentesca dell'arcidiocesi reggina.
Il duomo è particolarmente importante per la venerazione della Madonna della Consolazione, patrona della città, raffigurata nel quadro di Nicolò Andrea Capriolo del 1547, seduta sul trono con in braccio il Figlio e affiancata dai santi Antonio da Padova e Francesco d’Assisi.
Questa figura è venerata dai reggini e meta di pellegrinaggio di molti fedeli. La sua effigie è esposta nel Duomo, da settembre di ogni anno, fino all’ultima domenica di novembre, per poi essere riportata, con una solenne processione, alla Basilica dell’Eremo, sua sede naturale.
Sep 15, 2022

Il santuario dell’Eremo è il luogo dove viene venerata S. Maria Madre della Consolazione, protettrice della città di Reggio Calabria. Si erge sul monte più alto della città e in essa viene custodita la grande vara della Madre della Consolazione, dove dimora quasi tutto l'anno, per poi essere accompagnata, con una processione, lungo un percorso di circa 5 chilometri, nel Duomo di Reggio Calabria.
La basilica è a lei dedicata ed è una delle più importanti mete di pellegrinaggio di tutta la Calabria. La processione vede la partecipazione di migliaia di pellegrini che giungono, ogni anno, nella città per assistere con gioia e speranza alla festa della loro protettrice. Il santuario, distrutto dopo il terremoto del 1908, ha un’ampia scalinata che porta all’interno della chiesa, a tre navate, e soprattutto ha uno dei panorami più belli e suggestivi della città di Reggio, da dove si può vedere il mare e la Sicilia.
Vi consiglio di visitarla a settembre, in occasione della processione, quando la città si trasforma in una vera e propria festa.
Sep 15, 2022

C’ è una storia di fede secolare che palpita in Calabria, e soprattutto nella città di Catona, che ai tempi dei romani, era il punto più vicino alla Sicilia, nonché una delle stazioni principali d’imbarco verso questa terra. Lo stesso Dante Alighieri la menziona nel “Paradiso”.
La storia di questa cittadina e del santuario è legata alla devozione di San Francesco di Paola, patrono della Calabria.
Il santo è venerato per aver compiuto il miracolo dell’attraversamento dello Stretto di Messina, imbarcandosi proprio dalla spiaggia di Catona, usando solo il suo mantello e utilizzando il suo bastone come albero maestro.
La costruzione del santuario, con l’annesso convento dei Minimi, fu progettata nel 1629, grazie alla generosità della principessa Giovanna Ruffo di Scilla, ed è proprio qui che ebbe inizio la missione dei figli spirituali del Santo a beneficio della popolazione. Dopo la soppressione del 1809 degli ordini religiosi, i Minimi furono costretti ad abbandonare il convento.
Il Santuario è stato distrutto e poi ricostruito in seguito del terremoto del 28 dicembre 1908 e sopra il suo portale principale spicca, ancora oggi, un mosaico raffigurante il Santo, che viene ricordato in questa cittadina e in tutta la Calabria, il 2 aprile di ogni anno.
Sep 15, 2022

Il santuario della Madonna del Carmine di Bagnara Calabra, risale alla fine del XVIII secolo e fu ricostruito in seguito al terremoto del 1783. Oggi rappresenta uno splendido esempio di architettura tardo- barocca.
Il santuario ha una posizione privilegiata nella parte alta della città, su di una collina, e vanta di un bellissimo panorama sul mare.
La chiesa è preceduta da un ampio piazzale, la facciata è molto sobria, con un'impostazione neoclassica ed è realizzata in pietra di Siracusa, sulla sinistra si trova la torre campanaria a pianta quadrata che sostituisce la precedente a pianta circolare, crollata a causa del terremoto del 1908.
L’interno della Chiesa si caratterizza per la ricchezza decorativa dei suoi stucchi, probabilmente realizzati da maestranze siciliane. Suggestiva è la statua che raffigura la Madonna del Carmine che è opera di un artista napoletano del 1856.
All’interno del Santuario, merita particolare attenzione l’icona raffigurante la Vergine Bruna, dai tratti bizantini ma risalente, con ogni probabilità, al XVI secolo.
Sep 15, 2022

Il santuario di Maria Santissima dei Poveri è il principale luogo di culto di Seminara, un comune della città di Reggio Calabria.
È molto conosciuto perché, al suo interno, conserva la statua della Madonna dei Poveri, conosciuta come Madonna Nera Greca di San Basilio Magno.
È la statua lignea più antica della Calabria, scolpita in legno di cedro e ricoperta d’oro e con i suoi 92 cm, è la seconda Madonna nera più alta del mondo, dopo quella di Verdelot, in Francia.
Seduta in trono, sorregge il bambino Gesù benedicente sulle ginocchia.
Sembra che sia giunta a Seminara grazie a due monaci in fuga, ma molte sono le leggende che aleggiano intorno al suo ritrovamento. Per alcuni sembra sia stata trovata, da due giovani pastorelli, tra i cespugli di rovi vicino ai quali erano soliti portare il loro gregge a pascolare. Ma quella più attendibile, sembrerebbe essere la leggenda secondo la quale, la statua sia stata ritrovata, tra un martedì e un mercoledì, nella chiesa di San Fantino a Taureana, e che, gli unici in grado di alzarla, siano stati dei poverelli che la portarono a Seminara in trionfo.
Da qui l’appellativo di Madonna dei poveri.
Il culto della Madonna attrae moltissimi fedeli, sia all’interno della regione, sia in tutta Italia.
L’interno della chiesa, a tre navate, ospita, altresì, notevoli statue marmoree, come la statua della Maddalena che è opera del maestro Rinaldo Bonanno, uno dei più grandi scultori siciliani del cinquecento, la statua della Madonna degli Uccellari e le statue in marmo dei Santi Pietro e Paolo che decorano l’altare.
Da non perdere, se vi trovate da queste parti il 15 agosto, è la processione dedicata alla Madonna dei poveri, che trasforma il paese in una festa bellissima!
Sep 15, 2022

La certosa di Serra San Bruno è un monastero certosino situato a Serra San Bruno, in provincia di Vibo Valentia, un borgo immerso nel cuore delle Serre Calabresi, oggi Parco Regionale Naturale delle Serre.
Fu fondata nel lontano 1090 da Brunone di Colonia, fondatore dell'Ordine Certosino, e fu il primo convento certosino nato in Italia. In esso i frati seguono la regola monastica della clausura. Assolutamente vietato è l’accesso alle donne, non è possibile neppure visitare la biblioteca che è presente al suo interno con oltre 25000 volumi.
L’unico ponte con il “mondo reale” è il museo realizzato nel 1994.
È il cuore spirituale della Calabria, immersa in una natura dalla bellezza sconvolgente, tra giganteschi faggi, querce e castagni enormi, ed è un vero luogo di pace e spiritualità.
Suggestivo è il Laghetto dei Miracoli, dove è immersa la statua di San Bruno, a ricordo delle penitenze che il santo offriva a Dio e dove, ogni lunedì dopo la Pentecoste, migliaia di fedeli si immergono nelle sue acque, che pare guariscano dai malanni del corpo e dell’anima. Molte sono le leggende che aleggiano intorno al monastero, sembra che sia stato meta di pellegrinaggio di molti personaggi illustri, come il fisico Ettore Majorana, misteriosamente scomparso, e il pilota che sganciò la bomba su Hiroshima. Lo ha visitato anche il papa S.S. Giovanni Paolo II, e intorno alla sua visita c’è un aneddoto carino. Sembra che il Papa chiese un caffè alla fine dei pasti consumati con i frati certosini, richiesta che gettò questi ultimi nel panico, proprio perché il monastero ne era sprovvisto per regola monastica! La gente del posto fu felice di donare un caffè al santo Padre.
La Certosa di Serra San Bruno è uno dei luoghi di fede e contemplazione, da visitare, almeno una volta nella vita.
Sep 15, 2022

La chiesa di Maria SS. Assunta in Cielo sembra sia la prima chiesa costruita a Serra San Bruno, un piccolo comune calabrese della provincia di Vibo Valentia.
La chiesa sorge nel quartiere di Torrevecchia e fu edificata dai certosini intorno al XII secolo, sia per il culto divino, sia per l’assistenza ai poveri del posto.
L’edificio era, in antichità, costruito in tavole di legno, sostituito poi, grazie ad un gruppo di fedeli che si unirono in una confraternita, in un complesso più imponente, che subì forti danneggiamenti dal terremoto del 1783. Fu ricostruito successivamente.
Oggi, l’edificio ecclesiastico ha una particolarissima facciata in blocchi di granito, provenienti dalla vecchia Certosa di Serra San Bruno, e, al suo interno, è caratterizzata da un'unica navata, con abside semicircolare, decorata con stucchi contornati di lamina d’ oro zecchino e quattro medaglioni in marmo incastonati nei muri, raffiguranti San Biagio, San Bruno, San Girolamo e Papa Giovanni XXIII.
Se visitate la chiesa il 15 agosto potrete assistere alla celebrazione solenne durante la quale, la statua della Vergine dell’Assunta di Torrevecchia, viene collocata su un trono e viene ornata dalla cosiddetta “Curuna bona”, la corona d’oro, da parte di un arcivescovo.
Sep 15, 2022

Paravati di Mileto è una piccola frazione di Mileto, in provincia di Vibo Valentia ed è famosa per la mistica, Natuzza Evolo, che ha trascorso la sua intera vita in questo luogo. Conosciuta per le sue apparizioni, e per dei presunti doni spirituali, per molto tempo la chiesa è stata scettica nei confronti di questa figura, e solo recentemente, si è avviato il processo di beatificazione.
Su sua ispirazione si istituì, a Paravati, una fondazione allo scopo di edificare un complesso che comprendesse un santuario mariano e un centro anziani, cosa quest’ultima, che è stata realizzata grazie alle offerte di migliaia di fedeli e pellegrini.
Sep 15, 2022

Siete nell’entroterra calabrese, a Soriano Calabro, in provincia di Vibo Valentia, in un borgo che fu un importante centro intellettuale e religioso del XVII secolo.
Le sue origini sembrano essere legate alla fondazione del convento domenicano, nel 1510, uno dei più importanti conventi dell’Ordine in Europa, che si estendeva su una superfice di oltre ventimila metri quadrati.
Distrutto dal terremoto del 1659 fu ricostruito in forma monumentale e fu uno dei santuari più frequentati dell’Italia meridionale, meta di pellegrinaggio da tutta Europa.
La sua fama era legata alla leggenda, secondo la quale, San Domenico apparve più volte a Padre Vincenzo da Catanzaro, chiedendogli di erigere una chiesa in suo onore a Soriano.
E sempre qui, sembra, che Maria Maddalena e Santa Caterina d’Alessandria apparvero a fra’ Lorenzo da Grotteria e gli consegnarono una tela raffigurante San Domenico, da affidare al superiore del Convento Domenicano di Soriano Calabro, per esporla alla venerazione dei fedeli.
Questi, giunti nel Santuario sorianese, usavano invocare l’aiuto di San Domenico ungendosi con l’olio della lampada che ardeva davanti al Quadro.
Il convento venne distrutto da un secondo terremoto, quello del 1783, con epicentro proprio in quest’area, ma venne ricostruito all’inizio dell’ottocento. Oggi, dell’antico convento rimangono numerosi reperti e la facciata dell’antica chiesa, dichiarata monumento nazionale.
Una curiosità: sembra che la ricetta dei mostaccioli, tipico dolce di Soriano Calabro, sia stata portata nel convento dei frati domenicani da un monaco della certosa di Serra San Bruno e che i frati l’abbiano trasmessa alla gente del luogo, donando a questi dolci dell’arte pasticciera aspetti magico religiosi e riti propiziatori affascinanti.
Provate a chiedere alla gente del posto!
Sep 15, 2022
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