
La sconfitta dell’Inghilterra
Dopo la morte di Wallace (raccontata nella puntata precedente), la causa scozzese perse di forza ed Edoardo arrivò quasi a sottomettere la Scozia. Fu solo dopo la battaglia di Bannockburn che le cose cambiarono e Robert poté davvero fregiarsi del titolo di re.
Per anni si susseguirono scaramucce intervallate a periodi di pace, poiché Edoardo II era in altre faccende affaccendato; con suo figlio le ostilità ripresero in maniera molto meno organizzata fino a cessare del tutto.
Errata corrige: verso la fine della puntata un 1320 diventa un 1302, chiediamo venia.
Dopo i titoli di coda non perdete la nuova edizione di “papere di storia”! 😁
Fonti bibliografiche:
* Sito storico della BBC sulle guerre d’indipendenza scozzesi.
* “The Wars of the Bruces: Scotland, England and Ireland 1306-1328” di Colm Mcnamee, ed. Birlinn (2022).
* Sito Medieval Bruce Heritage Trust.
* “Wallace: A Biography” di Peter Reese, ed. Canongate Books, 1996.
Musiche usate per la puntata:
* “Scully’s Reel. Mrs McLeod’s. Cooley’s Reel” dall’album “Cup of Tea” degli Sláinte. La loro musica in licenza creative commons si può scaricare liberamente da Free Music Archive.
* Sigla di chiusura: “Susan” di Vvsmusic. Fonte: Jamendo.
* Musica di sottofondo di “papere di storia”: “Hyperfun” di Kevin MacLeod (incompetech.com); licenza Creative Commons: By Attribution 3.0
La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi.
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Mar 1, 2023
35 min

La crisi di successione e il conflitto che ne seguì
Il rapporto fra Scozia e Inghilterra è sempre stato travagliato, ma forse non lo fu mai così tanto quanto nel periodo che intercorse fra il 1286 e il 1357, anno in cui terminò formalmente la guerra fra i due Paesi. In quel mezzo secolo abbondante la Scozia e il nord dell’Inghilterra furono messe alternativamente a ferro e fuoco mentre i due eserciti si scontravano fra battaglie e scaramucce: gli inglesi nel tentativo di impadronirsi della Scozia e gli scozzesi per scacciare gli avversari. Fra i protagonisti di questa puntata troviamo Robert Bruce, William Wallace e Andrew de Moray sul lato scozzese ed Edoardo I su quello inglese. Fra alleanze mutevoli, scontri all’ultimo sangue, omicidi, catture ed esecuzioni questo è, di certo, uno dei periodi più feroci della storia dell’Isola.
Fra i numerosi film sull’argomento segnaliamo “The Outlaw King” del 2018, diretto da David McKenzie, con Chris Pine. Abbastanza accurato per la media, molto concentrato sulle battaglie, comunque bello da vedere.
Fra i giochi da tavolo, invece, l’opportunismo dei vari clan nello schierarsi alternativamente con una parte o con l’altra è rappresentato bene in “Swords and Bagpipes” del 2014, purtroppo mai tradotto in Italiano.
Fonti bibliografiche:
* Sito storico della BBC sulle guerre d’indipendenza scozzesi.
* “The Wars of the Bruces: Scotland, England and Ireland 1306-1328” di Colm Mcnamee, ed. Birlinn (2022).
* Sito Medieval Bruce Heritage Trust.
* “Wallace: A Biography” di Peter Reese, ed. Canongate Books, 1996.
Musiche usate per la puntata:
* “The Money Pit Medley” del duo canadese GreanStalk. La loro musica in licenza creative commons si può scaricare liberamente da SoundClick.
* Sigla di chiusura: “Susan” di Vvsmusic. Fonte: Jamendo.
La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi.
Il suono del campanello con cui si apre la corrige sulla pronuncia è “Hand Bells, A, Single.wav” registrato dall’utente “InspectorJ” (www.jshaw.co.uk) di Freesound.org.
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Jan 23, 2023
47 min

L’inutile tentativo di fondare un impero messicano di matrice europea
Massimiliano d’Asburgo, fratello minore di Francesco Giuseppe era un uomo ambizioso, carismatico e dotato di un’intraprendenza che l’Imperatore poteva solo desiderare.
Frenato nei suoi tentativi di portare la pace e la modernità nel Lombardo Veneto si rifugiò con la moglie Carlotta nel castello del Miramare a leccare il proprio orgoglio ferito. La proposta di governare il Messico portata dai conservatori locali e supportata dall’Imperatore di Francia sembrava la risposta ai suoi sogni e, dopo aver ponderato la questione accettò.
L’avventura messicana si rivelò ben più complicata del previsto e, abbandonato da tutti gli alleati, Massimiliano morì fucilato per mano dell’esercito rivoluzionario.
Fonti bibliografiche:
* “The Twilight of Habsburgs: The Life and Time of Emperor Francis Joseph” di A. Palmer, ed. Faber&Faber 2014
* “The Last Emperor of Mexico: A Disaster in the New World” di E. Shawcross, ed Faber&Faber 2022
Musiche usate per la puntata:
* Inno nazionale del Messico (musica di Jaime Nunó e parole di Francisco González Bocanegra). Fonte: wikimedia commons.
* Un’altra versione dell’inno nazionale messicano, strumentale. Fonte: wikimedia commons.
* Sigla di chiusura: “Susan” di Vvsmusic. Fonte: Jamendo.
La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi.
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Nov 30, 2022
1 hr 3 min

Un assassino inafferrabile fra le nebbie di Londra.
Fra la fine di agosto e i primi di novembre del 1888 tra i vicoli di Whitechapel, nella pancia nera dell’East End, cinque prostitute vennero assassinate e mutilate con perizia e ferocia. Nessuna prova evidente, nessun indizio concreto, mille ipotesi e nessun colpevole. Dopo più di cento anni il mito di Jack lo Squartatore è ancora vivo, stuzzica la curiosità di chi lo cerca fra gli anfratti del tempo e della storia. Jack è oggetto di saggi, film, fumetti e serie TV, come protagonista o come comparsa e tutti si dimenticano delle cinque donne che lasciò martoriate sul selciato lurido dell’East End.
Altre donne morirono prima e altre dopo, forse vittime o forse no di questo serial killer che sfuggì ai numerosi sforzi della polizia.
Fonti bibliografiche:
* “Jack lo squartatore. La vera storia” di Paul Begg ed. UTET (2019)
* “Le cinque donne. La storia vera delle vittime di Jack lo squartatore” di Hallie Rubenhold ed. Neri Pozza (2020)
Musiche usate per la puntata:
* Danse Macabre di Jacques G. Buvat (licenza Creative Commons). Fonte: Jamendo.
* Sigla di chiusura: “Susan” di Vvsmusic. Fonte: Jamendo.
La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi.
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Oct 29, 2022
1 hr 3 min

Da Hollywood al Principato di Monaco
Grace Kelly, a meno di trent’anni, passò in pochissimo tempo da Hollywood al Principato di Monaco, mettendo la parola fine a una fiorente carriera da attrice per divenire moglie del Principe Ranieri.
Icona del cinema e della moda, donna affascinante, bellissima, mai volgare e mai con un capello fuori posto Grace Kelly è l’epitome della principessa, complice anche la sua storia: una donna comune che sposa il Principe.
La sua morte, prematura e improvvisa, ha posto Grace Kelly nell’immaginario collettivo in modo imperituro, modello di eleganza e discrezione.
Fonti bibliografiche:
* “High Society: the Life of Grace Kelly” di Donald Spoto, ed. Crown P. G. (2010)
* “Once Upon a Time: Behind the Fairy Tale of Princess Grace and Prince Rainier” ed. Grand Central Publishing (2004)
Musiche usate per la puntata:
* Colonna sonora di “La finestra sul cortile” di Franz Waxman.
* “Silence” di Kai Engel; da Free Music Archive (licenza Creative Commons).
La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi.
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Il matrimonio come riportato da un cinegiornale dell’epoca (fonte: British Pathé):
Sep 30, 2022
47 min

Il piccolissimo ma affascinante museo più alto d’Europa
Nell’episodio 20 del podcast (“La Grande Guerra nell’Alta Val di Sole”) avevamo accennato al museo di Punta Linke, situato a oltre 3600 metri di quota nel gruppo dell’Ortles-Cevedale. In questo speciale estivo ve lo mostriamo in video.
(Per vederlo su Youtube potete usare il link diretto)
Musica di sottofondo: “The Secret Kingdom” di Grégoire Lourme.
Dove si trova il museo di Punta Linke
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Sep 14, 2022
28 sec

Un regno lungo una vita.
Elisabetta II del Regno Unito salì al trono quasi per caso, per un capriccio del destino. Se suo zio David non si fosse invaghito di Wallis Simpson fino ad arrivare all’abdicazione non avremmo mai avuto Elisabetta, Carlo, Diana e tutti i loro scandali. Elisabetta avrebbe vissuto una vita ritirata, una nobile minore in una grande famiglia. Eppure il fato ha voluto diversamente e da settant’anni regna e serve il proprio Paese. Prima regina che madre e moglie, hanno detto in molti, e forse è vero, ma dopo tanto tempo Elisabetta è il volto dell’Inghilterra, conosciuta in tutto il mondo.
Due errate corrige: 1) Helena Bonham Carter interpreta Bellatrix Lestrange e non Dolores Umbridge (la Potterhead che è in me si vergogna) 2) “The Queen” annovera fra i suoi interpreti Michael Sheen e non Martin Sheen.
Se volete guardate la serie Netflix “The Crown” che, oltre a un cast d’eccezione, offre delle interessanti prospettive. Vi sono numerosi errori storici e molti fatti sono frutto dell’interpretazione personale degli sceneggiatori, ma è un prodotto davvero ben fatto.
Ribadiamo che, al netto delle biografie lette, abbiamo preferito attenerci il più possibile ai fatti e meno possibile alle supposizioni o alle speculazioni anche delle “fonti interne” visti i numerosi scandali con smentite e contro smentite avvenuti negli ultimi venti e passa anni.
Questo episodio è per Cinzia che spesso, quando sentiva parlare di monarchi inglesi mi diceva “Dì, ma cosa pensi su…” e che avrebbe amato questo episodio.
Fonti bibliografiche:
* “Queen of our times: the life of Elizabeth II” di Robert Hardmann, ed. Mc Millan , Londra 2022
* “The diamond queen: Elizabeth II and her people” ed. Unabridged, Londra, 2012
* “Elizabeth the queen: la vita di una regina” di Sally Bedell Smith, ed. Fabbri, 2020.
Musiche usate per la puntata:
* “God Save the Queen” di Thomas Arne, eseguita dalla United States Navy Band. Fonte: wikmedia commons.
* “Rule, Britannia!” di James Thomson (testo) e Thomas Arne (musica), eseguita dagli United States Arny Strings. Fonte: wikimedia commons.
* “Pomp and Circumstance March no.1” di Edward Elgar; Eastern Wind Symphony (band), Clark McAlister (conductor). Fonte: International Music Score Library Project (IMSLP) / Petrucci Music Library
* Sigla di chiusura: “Susan” di Vvsmusic. Fonte: Jamendo.
Tutti i brani sono sotto licenza Creative Commons.
(Sì, abbiamo dovuto usare dei brani suonati da americani per una puntata sulla monarchia britannica 🙂 perché erano le uniche versioni con licenza aperta che siamo riusciti a trovare).
La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi.
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Jul 28, 2022
1 hr 9 min

La vita travagliata dei genitori dell’ultima zarina di Russia
Ognuno di noi affonda le proprie radici nella famiglia, a volte sono solide, altre meno, alcune radici sono strettamente collegate fra loro, altre no; resta il fatto che ognuno di noi deve molto al nucleo in cui si nasce.
Dopo aver trattato a lungo di Alix abbiamo deciso di chiudere con una puntata sui suoi genitori: Ludwig d’Assia e Alice del Regno Unito. Due figure non centrali nella scena politica europea del tempo, ma fondamentali per Alix e per i suoi fratelli.
Profondamente diversi, Alice e Ludwig condussero un matrimonio burrascoso, fatto di alti e di bassi dati dai colpi che la vita inflisse loro più di una volta, eppure rimasero insieme fino alla morte uniti dal mutuo rispetto.
Se non avete ascoltato le puntate precedenti della serie su Alexandra Feodorovna Romanova:
* Aleksandra Feodorovna Romanova: la zarina straniera (episodio 53)
* Aleksandra Feodorovna Romanova: i primi venti di rivoluzione (episodio 54)
* Aleksandra Feodorovna Romanova: la Grande Guerra (episodio 55)
* Aleksandra Feodorovna Romanova: la fine dei Romanov (episodio 56)
* I presunti Romanov (episodio 57)
Fonti bibliografiche:
* “Victoria’s Daughters” di J. Packard, St.Martin’s Press 1999, Londra
* https://archive.org/details/alicegrandduches04alic/mode/2up (libro digitale di epistole edito da John Murray, 1885 Londra)
Musiche usate per la puntata:
* “Forever Yours” di Grégoire Lourme.
* Sigla di chiusura: “Susan” di Vvsmusic.
Entrambi i brani sono sotto licenza Creative Commons e si possono ascoltare o scaricare liberamente da Jamendo.
La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi. 🙂
Immagine di copertina:
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Jun 29, 2022
39 min

Mille e una Anastasija
Dagli anni ’20 in poi del ‘900 molte donne e uomini affermarono di essere i figli perduti di Nicola II e sua moglie Alexandra. In un mondo dove davvero accadeva che le persone sparissero e riapparissero altrove, dove la parola “DNA” era poco più che fantascienza furono in molti a credere che questa o quella persona fossero, di volta in volta, una delle Granduchesse o lo zarevic Aleksej, complice anche l’assoluto mistero in cui era avvolta la storia della Famiglia Imperiale Russa.
Riguardo la storia di Anna Anderson ricordiamo il film del 1956 “Anastasia” con Yul Brinner e quello omonimo di casa Disney del 1996, entrambi molto romanzati. Non ci risultano trasposizioni riguardanti gli altri pretendenti.
Mentre raccontiamo di Anna Anderson c’è un piccolo refuso quando io, Anna Lisa, mi riferisco a un “tutore di Alexandra”, ovviamente volevo dire “tutore di Anastasija”. Mi scuso.
Se non avete ascoltato le puntate precedenti della serie su Alexandra Feodorovna Romanova:
* Aleksandra Feodorovna Romanova: la zarina straniera (episodio 53)
* Aleksandra Feodorovna Romanova: i primi venti di rivoluzione (episodio 54)
* Aleksandra Feodorovna Romanova: la Grande Guerra (episodio 55)
* Aleksandra Feodorovna Romanova: la fine dei Romanov (episodio 56)
Fonti bibliografiche:
* “Fate of Romanovs” di Greg King e Penny Wilson, ed. Turner Pub, Londra, 2005
* Pagina cimiteriale di Eugenia Smith
* “The Romanovs: the final chapter” di Robert K. Massie ed. Head of Zeus, Londra, 2016
Musiche usate per la puntata:
* Citazione di apertura: tema principale dal film “Anastasia” del 1956, composta e diretta da Alfred Newman.
* In sottofondo durante la puntata: Russian Easter Overture, Op. 36 di Nikolaj Rimskij-Korsakov, interpretata dagli studenti del Midwest Young Artists Conservatory.
* Sigla di chiusura: “Susan” di Vvsmusic.
La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi. 🙂
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Jun 5, 2022
41 min

La morte della famiglia imperiale per mano dei bolscevichi
Nel 1917 i fermenti in Russia erano ormai tali da costringere Nicola II ad abdicare e, dopo una brevissima parentesi, il potere finì in mano alla Duma guidata da Aleksandr Kerenskij. Un anno dopo Lenin prese la guida del Paese e per la famiglia imperiale, già agli arresti dalla primavera del 1917, questo fu l’inizio della fine. Troppo scomodi per i loro parenti europei, troppo scomodi per i bolscevichi, che temevano la vittoria del movimento dei filomonarchici Bianchi, dei Romanov fu ordinata la morte nell’estate del 1918. In questa puntata ripercorriamo le loro orme dall’arresto fino alla morte e alla sepoltura affrettata nella foresta di Koptjaki.
Se non avete ascoltato le puntate precedenti della serie su Alexandra Feodorovna Romanova:
* Aleksandra Feodorovna Romanova: la zarina straniera (episodio 53)
* Aleksandra Feodorovna Romanova: i primi venti di rivoluzione (episodio 54)
* Aleksandra Feodorovna Romanova: la Grande Guerra (episodio 55)
Fonti bibliografiche:
* “L’ultima zarina” di Greg King, Mondadori 1997
* “L’ultimo zar. Vita e morte di Nicola II” di Edvar Radzinskij Dalai, 2001
Musiche usate per la puntata:
* Sottofondo principale: “Maybe It Was True” di Mattia Vlad Morleo.
* Sigla di chiusura: “Susan” di Vvsmusic.
Tutti i brani sono sotto licenza Creative Commons.
La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi. 🙂
Immagine di copertina:
Altre immagini:
Apr 29, 2022
50 min
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