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TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8179
VITTORIA LEGALE PER I PRO VITA CHE INCHIODARONO PLANNED PARENTHOOD di Ermes Dovico
Dopo anni di persecuzione giudiziaria, lunedì 27 gennaio David Daleiden e Sandra Merritt hanno concluso un accordo con lo Stato della California che pone di fatto fine a una causa penale approdata nei tribunali californiani nel 2017. Si tratta in pratica di un patteggiamento che è più di una mezza vittoria per i due attivisti pro vita del Center for Medical Progress (Cmp) che tra il 2014 e il 2015 girarono di nascosto una serie di video durante le fiere della National Abortion Federation, organizzazione nordamericana di fornitori di aborti. Video che mostrano in modo chiaro il coinvolgimento della Planned Parenthood in un commercio di tessuti e organi di bambini abortiti, venduti a laboratori di ricerca di università e aziende biotecnologiche. Ma lo Stato della California - prima con l'allora procuratrice generale Kamala Harris, poi con i suoi successori - anziché perseguire i protagonisti del suddetto commercio illegale aveva deciso di indagare e poi incriminare, sulla base di una legge sulle videoregistrazioni, coloro che avevano fatto venire alla luce lo scandalo.
Ora, si è appunto arrivati al patteggiamento basato sul principio giudiziario del nolo contendere ("no contest"): in questo modo gli imputati, pur non ammettendo la loro colpevolezza, rinunciano a contestare un'accusa e quindi accettano che il tribunale li condanni. Nel caso di Daleiden e Merritt l'accordo di "nolo contendere" riguarda un'unica accusa di registrazione video contraria alla legge. Come spiega Liberty Counsel, l'organizzazione di giuristi che ha difeso la Merritt, questo comporterà, dopo un periodo di un anno, la condanna in giudizio per un reato minore; condanna che sarà poi completamente cancellata dalla fedina penale. Né la Merritt né Daleiden sconteranno pene detentive né dovranno pagare multe. L'accordo prevede inoltre che lo Stato della California rinunci a tutti i rimanenti capi d'accusa. Secondo quanto riporta la liberal Cap Radio, «i termini del patteggiamento vietano a Daleiden e Merritt di contattare o nominare le vittime delle registrazioni illegali».
L'ACCORDO È ESSENZIALMENTE UNA VITTORIA
Liberty Counsel ha dichiarato che «l'accordo è essenzialmente una vittoria completa per Merritt in questo caso penale politicamente motivato». Si è trattato di un «caso senza precedenti», spiega la stessa organizzazione, perché prima «lo Stato della California non aveva mai perseguito penalmente i giornalisti sotto copertura per le registrazioni clandestine effettuate nell'interesse pubblico. Eppure, questa coraggiosa nonna è stata accusata di 16 reati e ha rischiato più di 10 anni di carcere per aver fatto luce sui profitti dell'industria dell'aborto derivanti dal prelievo illegale di organi da bambini abortiti». Nello stesso solco le dichiarazioni del co-imputato e fondatore del Cmp, David Daleiden, il quale ha affermato che la chiusura del caso di San Francisco «mi permette di concentrarmi completamente sulla missione del Cmp di denunciare le ingiustizie degli esperimenti sui bambini abortiti finanziati dai contribuenti».
Si chiude dunque un capitolo della persecuzione giudiziaria ai danni di Daleiden e Merritt, vittime in questi anni non solo di questa causa penale avviata dal procuratore generale della California, ma anche di una causa civile intentata da Planned Parenthood con una richiesta milionaria di risarcimento danni.
Ma va aggiunto che i video girati sotto copertura dal Cmp hanno comportato delle conseguenze anche per almeno alcuni dei responsabili della compravendita di parti di bambini abortiti. Richiamiamo alcuni dei casi principali.
Nel dicembre 2017, due società di bioscienze - la DV Biologics e la consociata Da Vinci Biosciences - hanno concordato di pagare...
VITTORIA LEGALE PER I PRO VITA CHE INCHIODARONO PLANNED PARENTHOOD di Ermes Dovico
Dopo anni di persecuzione giudiziaria, lunedì 27 gennaio David Daleiden e Sandra Merritt hanno concluso un accordo con lo Stato della California che pone di fatto fine a una causa penale approdata nei tribunali californiani nel 2017. Si tratta in pratica di un patteggiamento che è più di una mezza vittoria per i due attivisti pro vita del Center for Medical Progress (Cmp) che tra il 2014 e il 2015 girarono di nascosto una serie di video durante le fiere della National Abortion Federation, organizzazione nordamericana di fornitori di aborti. Video che mostrano in modo chiaro il coinvolgimento della Planned Parenthood in un commercio di tessuti e organi di bambini abortiti, venduti a laboratori di ricerca di università e aziende biotecnologiche. Ma lo Stato della California - prima con l'allora procuratrice generale Kamala Harris, poi con i suoi successori - anziché perseguire i protagonisti del suddetto commercio illegale aveva deciso di indagare e poi incriminare, sulla base di una legge sulle videoregistrazioni, coloro che avevano fatto venire alla luce lo scandalo.
Ora, si è appunto arrivati al patteggiamento basato sul principio giudiziario del nolo contendere ("no contest"): in questo modo gli imputati, pur non ammettendo la loro colpevolezza, rinunciano a contestare un'accusa e quindi accettano che il tribunale li condanni. Nel caso di Daleiden e Merritt l'accordo di "nolo contendere" riguarda un'unica accusa di registrazione video contraria alla legge. Come spiega Liberty Counsel, l'organizzazione di giuristi che ha difeso la Merritt, questo comporterà, dopo un periodo di un anno, la condanna in giudizio per un reato minore; condanna che sarà poi completamente cancellata dalla fedina penale. Né la Merritt né Daleiden sconteranno pene detentive né dovranno pagare multe. L'accordo prevede inoltre che lo Stato della California rinunci a tutti i rimanenti capi d'accusa. Secondo quanto riporta la liberal Cap Radio, «i termini del patteggiamento vietano a Daleiden e Merritt di contattare o nominare le vittime delle registrazioni illegali».
L'ACCORDO È ESSENZIALMENTE UNA VITTORIA
Liberty Counsel ha dichiarato che «l'accordo è essenzialmente una vittoria completa per Merritt in questo caso penale politicamente motivato». Si è trattato di un «caso senza precedenti», spiega la stessa organizzazione, perché prima «lo Stato della California non aveva mai perseguito penalmente i giornalisti sotto copertura per le registrazioni clandestine effettuate nell'interesse pubblico. Eppure, questa coraggiosa nonna è stata accusata di 16 reati e ha rischiato più di 10 anni di carcere per aver fatto luce sui profitti dell'industria dell'aborto derivanti dal prelievo illegale di organi da bambini abortiti». Nello stesso solco le dichiarazioni del co-imputato e fondatore del Cmp, David Daleiden, il quale ha affermato che la chiusura del caso di San Francisco «mi permette di concentrarmi completamente sulla missione del Cmp di denunciare le ingiustizie degli esperimenti sui bambini abortiti finanziati dai contribuenti».
Si chiude dunque un capitolo della persecuzione giudiziaria ai danni di Daleiden e Merritt, vittime in questi anni non solo di questa causa penale avviata dal procuratore generale della California, ma anche di una causa civile intentata da Planned Parenthood con una richiesta milionaria di risarcimento danni.
Ma va aggiunto che i video girati sotto copertura dal Cmp hanno comportato delle conseguenze anche per almeno alcuni dei responsabili della compravendita di parti di bambini abortiti. Richiamiamo alcuni dei casi principali.
Nel dicembre 2017, due società di bioscienze - la DV Biologics e la consociata Da Vinci Biosciences - hanno concordato di pagare...



