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TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7166
LE ABISSALI DIFFERENZE TRA LA MELONI E TRUMP di Benedetta Frigerio
«Ci muoveremo nella direzione di non toccare la 194... di non togliere diritti (l'aborto non è un diritto per l'ordinamento italiano, ndr) alle donne», si è affrettato a dire Giovanni Donzelli di Fratelli d'Italia in conferenza stampa subito dopo la vittoria elettorale del suo partito. A sentire politici che, pur democraticamente eletti, accettano di dover giustificare le proprie posizioni di fronte a leader europei che, pur mai votati, si ergono a poliziotti nazionali, sorge qualche dubbio sul possibile cambiamento culturale che tanti ritengono necessario per cambiare certe norme. Cambiamento che invece l'America sta vivendo, pur dentro il travaglio del parto.
Mentre, infatti, il centrodestra indossa gli abiti richiesti da una UE che vuole fare dell'aborto un diritto, in America, dopo il ribaltamento della sentenza Roe v. Wade del 24 giugno scorso, vengono attaccati e uccisi pro life e vandalizzate strutture di sostegno alla maternità
Torna in mente la corsa alle presidenziali Usa del 2016, quando Trump andava promettendo di nominare giudici pronti a mettere in discussione la Roe v. Wade che dal 1973 aveva reso l'aborto un diritto federale da tutelare in tutti gli Stati Uniti. A molti pareva una follia ormai irrealizzabile. Eppure, dopo l'elezione del presidente repubblicano, con le sue parole sull'aborto in netta contrapposizione alla cultura dominante, i parlamenti statali cominciarono, per la prima volta, ad avere il coraggio di legiferare in massa per limitare o addirittura vietare la pratica abortista.
ODIATO E AVVERSATO
Cosa mai avvenuta prima, nonostante in Usa il movimento pro life sia una voce molto più influente in politica rispetto a quella del movimento italiano. Insomma tutto è cambiato quando un presidente ha osato sfidare il mondo e la cultura, non più solo togliendo fondi al colosso abortista Planned Parenthood ma anche spingendo per la revisione di una sentenza tanto storica quanto contraria alla Costituzione americana. Oggi dopo il pronunciamento della Corte Suprema che rimette la decisione sull'aborto ai singoli Stati, togliendo loro l'obbligo di garantirlo, quelle norme che vietano o restringono la possibilità dell'omicidio in grembo sono entrate in vigore.
Trump è stato odiato e avversato innanzitutto, anche se non solo, per questo motivo: il cambiamento che promise in campagna elettorale di nominare alla Corte giudici a favore della legge naturale, e di una lettura della Carta Costituzionale a partire dalle intenzioni dei padri costituenti, produsse il terrore del progressismo individualista che reagì con ferocia. La scelta costò al presidente americano processi mediatici e politici, attacchi continui a mezzo stampa, con una nazione messa a ferro e fuoco dai movimenti progressisti. Ma Trump, anziché indietreggiare, lottò fino alla elezione dell'ultimo giudice "originalista", Amy Coney Barrett.
Dall'emissione della Roe v. Wade in poi, anche in tempi molto più pacifici, nessuno credeva possibile che i giudici si pronunciassero come accaduto. Invece, a furia di dirlo e sostenerlo, l'impossibile si è realizzato. E ciò dimostra, come disse il dottor Leandro Aletti in una intervista alla Bussola del 2018 - rilasciata quattro anni prima di morire - dopo milioni di morti e di feriti (le madri) i tempi sono maturi per abrogare la 194. Bisognerebbe saltare sul carro vincente americano. Invece...
LA TRISTE SITUAZIONE ITALIANA
Invece in Italia si continua a ripetere noiosamente da decenni che deve prima cambiare la cultura. Con anche la maggioranza degli uomini di Chiesa che anziché parlare del bambino non nato fanno eco alla politica.
Ma se è verissimo che serve un movimento pro life più forte, se è verissimo che la Chiesa deve...
LE ABISSALI DIFFERENZE TRA LA MELONI E TRUMP di Benedetta Frigerio
«Ci muoveremo nella direzione di non toccare la 194... di non togliere diritti (l'aborto non è un diritto per l'ordinamento italiano, ndr) alle donne», si è affrettato a dire Giovanni Donzelli di Fratelli d'Italia in conferenza stampa subito dopo la vittoria elettorale del suo partito. A sentire politici che, pur democraticamente eletti, accettano di dover giustificare le proprie posizioni di fronte a leader europei che, pur mai votati, si ergono a poliziotti nazionali, sorge qualche dubbio sul possibile cambiamento culturale che tanti ritengono necessario per cambiare certe norme. Cambiamento che invece l'America sta vivendo, pur dentro il travaglio del parto.
Mentre, infatti, il centrodestra indossa gli abiti richiesti da una UE che vuole fare dell'aborto un diritto, in America, dopo il ribaltamento della sentenza Roe v. Wade del 24 giugno scorso, vengono attaccati e uccisi pro life e vandalizzate strutture di sostegno alla maternità
Torna in mente la corsa alle presidenziali Usa del 2016, quando Trump andava promettendo di nominare giudici pronti a mettere in discussione la Roe v. Wade che dal 1973 aveva reso l'aborto un diritto federale da tutelare in tutti gli Stati Uniti. A molti pareva una follia ormai irrealizzabile. Eppure, dopo l'elezione del presidente repubblicano, con le sue parole sull'aborto in netta contrapposizione alla cultura dominante, i parlamenti statali cominciarono, per la prima volta, ad avere il coraggio di legiferare in massa per limitare o addirittura vietare la pratica abortista.
ODIATO E AVVERSATO
Cosa mai avvenuta prima, nonostante in Usa il movimento pro life sia una voce molto più influente in politica rispetto a quella del movimento italiano. Insomma tutto è cambiato quando un presidente ha osato sfidare il mondo e la cultura, non più solo togliendo fondi al colosso abortista Planned Parenthood ma anche spingendo per la revisione di una sentenza tanto storica quanto contraria alla Costituzione americana. Oggi dopo il pronunciamento della Corte Suprema che rimette la decisione sull'aborto ai singoli Stati, togliendo loro l'obbligo di garantirlo, quelle norme che vietano o restringono la possibilità dell'omicidio in grembo sono entrate in vigore.
Trump è stato odiato e avversato innanzitutto, anche se non solo, per questo motivo: il cambiamento che promise in campagna elettorale di nominare alla Corte giudici a favore della legge naturale, e di una lettura della Carta Costituzionale a partire dalle intenzioni dei padri costituenti, produsse il terrore del progressismo individualista che reagì con ferocia. La scelta costò al presidente americano processi mediatici e politici, attacchi continui a mezzo stampa, con una nazione messa a ferro e fuoco dai movimenti progressisti. Ma Trump, anziché indietreggiare, lottò fino alla elezione dell'ultimo giudice "originalista", Amy Coney Barrett.
Dall'emissione della Roe v. Wade in poi, anche in tempi molto più pacifici, nessuno credeva possibile che i giudici si pronunciassero come accaduto. Invece, a furia di dirlo e sostenerlo, l'impossibile si è realizzato. E ciò dimostra, come disse il dottor Leandro Aletti in una intervista alla Bussola del 2018 - rilasciata quattro anni prima di morire - dopo milioni di morti e di feriti (le madri) i tempi sono maturi per abrogare la 194. Bisognerebbe saltare sul carro vincente americano. Invece...
LA TRISTE SITUAZIONE ITALIANA
Invece in Italia si continua a ripetere noiosamente da decenni che deve prima cambiare la cultura. Con anche la maggioranza degli uomini di Chiesa che anziché parlare del bambino non nato fanno eco alla politica.
Ma se è verissimo che serve un movimento pro life più forte, se è verissimo che la Chiesa deve...



