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In Texas torna in vigore la legge del 1925 che vieta l'aborto e incarcera chi lo pratica
13 minutes Posted Jul 5, 2022 at 10:51 pm.
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TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7058

IN TEXAS TORNA IN VIGORE LA LEGGE DEL 1925 CHE VIETA L'ABORTO E INCARCERA CHI LO PRATICA di Diego Torre
Nel giorno del Sacro Cuore di Gesù, la Corte Suprema statunitense ha definitivamente ribaltato la storica sentenza Roe vs Wade del 1973, che di fatto ha incoraggiato l'orrenda pratica dell'aborto in tante altre nazioni del mondo.
La Corte ha stabilito che non vi è un diritto costituzionale all'aborto, mentre quello alla vita è citato come il primo diritto naturale proprio nella Dichiarazione di indipendenza delle colonie del 1776.
La Corte ha rimesso così ai singoli Stati ogni scelta legislativa. Scrivono i giudici: "(...) annulliamo queste decisioni [le precedenti sentenze, ndr] e restituiamo tale autorità al popolo e ai suoi rappresentanti eletti".
La decisione inoltre, contrariamente a quanto dicono i mass media nostrani, non entra nel merito, non vieta l'aborto e nemmeno ribadisce il diritto costituzionale alla vita, ma si limita a rimettere il tutto alla decisione dei singoli Stati.
Ma per i partigiani della morte è già troppo e la loro reazione non si è fatta attendere. Scendono in piazza abortisti e femministe, con manifestazioni di protesta, anche sotto la casa dei giudici, proibite per legge. Particolari attenzioni hanno avuto le sedi di gruppi prolife: alcune vandalizzate, altre incendiate. Trattamento analogo è stato riservato ad alcune chiese. Il Senato dell'Arizona, a Phoenix, con i senatori dentro, ha visto un tentato assalto dei "difensori dei diritti"; lo stesso è avvenuto al Tribunale di Portland. Non manca il saccheggio di alcuni negozi e ancora un assalto agli studi della Fox News, emittente televisiva di orientamento conservatore. Si sprecano infine insulti e minacce di morte a parlamentari ed esponenti prolife. Insomma i difensori dei diritti "sessuali e riproduttivi" si stanno seriamente impegnando nel rispetto delle leggi e della democrazia americane. E non si sono ancora fermati.
Ma anche le multinazionali abortiste, quelle che con l'aborto si arricchiscono, si sono mobilitate con tutte il peso della loro lobbies e vista l'imminenza delle elezioni di novembre che vedranno il rinnovo della Camera dei Rappresentanti e di un terzo del Senato, hanno messo spudoratamente sul piatto 150 milioni di dollari per finanziare le campagne dei candidati "compiacenti" e filoabortisti.
Brillano inoltre per zelo decine di grandi imprese che, preoccupate per i diritti delle loro dipendenti che lavorano in Stati dove vigerà proibizione o limitazione, sono pronte a pagare viaggi della "speranza" per farle abortire (ed essere così pronte a riprendere il lavoro). Quanta umanità!
Ovviamente la grande stampa è indignata, protesta, lancia messaggi di fuoco, crea la copertura massmediatica e psicologica dove poi si sviluppa con facilità la violenza. Le fa eco la stampa europea, e le stesse televisioni italiane, le quali ovviamente non informano delle iniziative a favore della sentenza, mostrandosi squallido esempio di un allineamento acritico e fazioso.
E come non "apprezzare" il fiero appoggio del "cattolico" presidente Biden, pronto, insieme alla sua corte di democratici, a qualunque sforzo, cominciando da ogni misura utile, per continuare la vendita online delle pillole abortive? E come non "apprezzare" l'indignazione dei politici italiani, da Letta a Bonino, da Conte a Speranza. Tutti concordi comunque nel sostenere che la legge 194 italiana non si tocca.
Di contro a tanto polverone si sono però già mossi Arkansas, Kentucky, Louisiana, Oklahoma, Ohio, Missouri, Dakota del Sud, Utah, che hanno immediatamente legiferato per bandire o fortemente limitare l'aborto. Sono una pattuglia iniziale che a tempi brevissimi si ingrosserà, con il plauso ed il sostegno del partito repubblicano e del presidente Donald Trump, nonché di...