3' Grezzi di Cristina Marras Podcast

3' Grezzi di Cristina Marras

M. Cristina Marras
Parlare di piccole avventure serissimamente, o di cose serissime in modo irriverente. L'ironia distillata in queste pillole quotidiane conforta e concede una pausa. Tre minuti al giorno, nell'imprevedibile. Qui con trascrizione in italiano e traduzione in inglese. Su Youtube con sottotitoli in inglese Questi 3 minuti li registro senza né editing né preparazione. Se volete invece sentire quello che faccio di solito, cioè cose (molto) preparate ed editate, ecco qua, Tutto il resto è attesa.Talking about little flings very seriously, or about very serious things in a cheeky way. The irony distilled in these daily pills comforts and gives a break. Three uncut [grezzi means raw, unedited] minutes a day, in the unpredictable. Here with Italian transcription and English translation. On YouTube with rolling English subtitles. I record these 3 minutes without editing or preparation. If instead you want to hear what I usually do, that is (very) prepared and edited things, here you go, Everything else is just waiting.
3' grezzi Ep. 688 Delle domeniche
Domenica pigra e transitoria.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Sono sulla finestra del balcone. No, non si può dire 'sono sulla finestra del balcone', sono sul balcone.È domenica pomeriggio e sento delle voci, forse le sentite anche voi, però non vedo nessuno per strada, quindi evidentemente qualcuno che, così, festeggia dentro una casa oppure sotto il mio balcone, in un punto che io da qua non vedo, sono al quarto piano quindi non credo nemmeno sia il caso di sporgersi troppo.È una domenica, diciamo di passaggio, perché sono appena rientrata da una vacanza e quindi sto riprendendo contatto con la casa. Poi, tra l'altro, nelle settimane che sono stata via è arrivato l'inverno, quindi ho fatto anche il cambio dell'armadio, passaggio fondamentale per potersi mettere qualcosa per uscire o comunque per sentirsi a proprio agio, almeno per me lo è un passaggio fondamentale, e ogni volta che faccio il cambio dell'armadio mi ripropongo di limitare il numero di capi. Però ne ho già parlato, mi sa di averne parlato anche non troppo tempo fa, forse prima di andare in vacanza.E no, è una bella giornata perché, nonostante appunto la temperatura si sia abbassata notevolmente, però diciamo che ancora abbiamo le massime di 21, 22, domani mi pare che facciano addirittura 23 gradi. Oggi sono andata tra l'altro a fare una passeggiata in spiaggia ed è sempre una cosa che mi mi rallegra: sei lì seduta che ti bevi un aperitivo e pensi, ma quanto siamo fortunati a vivere in un posto dove anche d'inverno si può tranquillamente stare al sole perché il sole riscalda, non è come certi paesi del nord.Quindi sto riprendendo contatto con le mie abitudini e con il mio mondo qua, con tutto quello che ne consegue.Stagione di raffreddori, infatti c'è già diversa gente che ha il raffreddore e altri vari altri malanni che però si chiamano mali di stagione per un motivo, perché vengono con la stagione, ma non mi lamento più di tanto.Potete forse sentire anche in sottofondo Mazinga che ogni volta che mi vede parlare col telefono in mano, io ora ho il telefono in mano per contare i minuti, non lo so, vuole essere accarezzate e se io poco poco faccio l'errore di accarezzarla, allora mi si appiccica addosso e non si stacca più e le carezze le chiede in modo molto molto violento perché se incomincio a carezzare la testa e poi smetto, con la manina, con la zampetta e con le unghiette, mi fa capire che forse è meglio che continui, perché è una cosa che a lei dà molto piacere.E poi, ecco, eccola già che mi arriva con la zampetta e che mi graffia. Mazinga Smettila! Forse è meglio che chiuda e che mi dedichi un po' alla mia gatta che anche lei ha sentito la mia lontananza.TRANSLATIONI am on the balcony window. No, you can't say 'I'm on the balcony window,' I'm on the balcony.It's Sunday afternoon and I hear voices, maybe you hear them too, however, I don't see anyone on the street, so evidently someone who, like that, is celebrating inside a house or under my balcony, in a spot that I can't see from here, I'm on the fourth floor so I don't even think it's appropriate to lean too far out.It's a Sunday, let's say a day of passage, because I've just returned from a vacation and so I'm getting back in touch with the house. Then, by the way, in the weeks that I've been away winter has come, so I've also been doing the closet change, which is a fundamental step to be able to put on something to go out or at least to feel comfortable, at least for me it is a fundamental step, and every time I do the closet change I make it a point to limit the number of garments. But I've already talked about it though, I think I even talked about it not too long ago, maybe before I went on vacation.And anyway, it's a beautiful day because, although the temperature has dropped significantly, however let's...
Nov 19, 2023
3 min
3' grezzi Ep. 687 Per non aspettare a quando si fa la doccia
CONTENUTI SENSIBILI: si parla d'aborto e di tassistiÈ capitato anche a te: sul momento non sai cosa dire rimani lì come un baccalà, e continui a pensare a come sarebbe stato bello rispondere per le rime. Poi, due giorni dopo, mentre fai la doccia, ti viene in mente quello che avresti potuto dire, la risposta perfetta, ma ormai è troppo tardi. Beh, una volta tanto quello da dire, anzi, da fare, mi è venuto in mente subito. E l'ho fatto.TRASCRIZIONE [ENG translation below]È capitato a tutte, ci dicono qualcosa e noi non abbiamo le parole per rispondere per le rime. Poi continuiamo a pensarci e magari dopo qualche giorno ci viene in mente, mentre ci facciamo la doccia, la risposta perfetta: ah, se solo avessi detto questa cosa qua, se solo avessi risposto in questo modo. Però ormai sono passati due giorni e non si può tornare indietro.A me succede ogni tanto, così come succede a tutti, e mi è successo qualche mese fa, mentre mi trovavo in taxi e andavo all'aeroporto e il tassista ascoltava Radio Maria, che è una radio cattolica emanata dal Vaticano, e io c'ero rimasta abbastanza basita perché non sono cattolica, non sono credente e però sul momento non avevo saputo cosa dire, non mi era venuto in mente niente, anche perché il tipo che parlava, il prete, parlava di cose molto generiche, molto così, generiche.Ora questa cosa mi è capitata qualche giorno fa, ancora una volta, mentre tornavo dall'aeroporto a casa, sono salita sul taxi e, immagino fosse lo stesso tassista, aveva ancora una volta Radio Maria. Però questa volta la persona che parlava alla radio stava dicendo che l'aborto è peccato, che non si deve fare, che è una cosa... Tutte queste cose qua.La cosa mi ha toccato personalmente perché io sono convinta del fatto che il diritto all'aborto sia intoccabile e che spetti alle donne decidere del proprio corpo, ed ero lì, nel sedile di dietro, che fremevo, non sapevo cosa fare, mi ricordavo ancora, sì, questo è il tassista che... allora ho preso il mio cellulare e ho cercato su YouTube un video di donne che hanno abortito e raccontano la loro esperienza, hanno abortito per motivi più disparati, perché c'erano delle gravi malformazioni, perché c'erano state delle violenze sessuali, e mi sono messa ad ascoltarlo con un volume sufficientemente alto, così che si sentisse anche dal sedile davanti del guidatore, così come io ero costretta ad ascoltare il prete che parlava.Mi sono preso una piccola rivincita e la cosa mi ha fatto sentire molto meglio, perché mi sentivo veramente colpita, sentivo che mi si stava facendo una violenza, che mi si stava obbligando ad ascoltare qualcosa che non volevo ascoltare. Poi, tra l'altro, nel sedile di dietro, il tassista aveva anche degli opuscoli che dicevano alle donne non andate ad abortire, tenetevi i figli, per carità, è un crimine, è un peccato, eccetera eccetera. Mi ha fatto sentire meglio. Ecco perché, per una volta, la risposta non mi è venuta in mente due giorni dopo, mentre mi facevo la doccia.TRANSLATIONIt has happened to all of us, they tell us something and we don't have the words to respond in kind. Then we keep thinking about it, and maybe after a few days we come up with the perfect response while we are showering: ah, if only I had said this thing here, if only I had responded this way. However, it has now been two days and there is no turning back.It happens to me from time to time, just as it happens to everybody, and it happened to me a few months ago when I was in a cab going to the airport and the taxi driver was listening to Radio Maria, which is an ultra Catholic radio station emanating from the Vatican, and I was quite taken aback because I'm not Catholic, I'm not a believer, and yet at the moment I hadn't known what to say, I hadn't thought of anything, also because the guy who was talking, the priest, was talking about...
Nov 18, 2023
3 min
3' grezzi Ep. 686 Ma se entro, disturbo?
Capita solo a me o anche voi, quando entrate in un luogo pubblico (negozio, museo eccetera) qui in Italia, le persone addette ai servizi sembra quasi che si scoccino a dover smettere di chiacchierare tra loro e, nel migliore dei casi, vi ignorano compleatmente? Vabbé lo so che sto generalizzando, ma l'impressione generale, rientrando in Italia dopo un soggiorno in Giappone, è che, ad esempio, le persone addette a un qualche servizio in aeroporto siano lì solo per chiacchierare, e mentre tu passi a malapena ti degnano di uno sguardo.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Dopo un viaggio durato quasi 30 ore, sono tornata alla base e sono di nuovo alla mia scrivania, col mio computer, il microfono, le cuffie e tutto quanto, e anche un mouse che mi sembra essere un lusso sfrenato.È stato un viaggio lungo e vabbè, non faticoso, perché non è che mi ci abbiano obbligato a fare questo lungo viaggio, però è stato un viaggio con diverse tappe.Ho trascorso un brevissimo periodo in Giappone, più o meno due settimane, quindi non posso assolutamente dire di aver capito qualcosa su questo paese che rimane misterioso e meraviglioso. Però posso dire di essere rimasta molto colpita ancora una volta dal modo in cui si muove e si comporta quella società.Lo so che è difficile fare delle generalizzazioni, però viene anche spontaneo quando si è in un posto diverso da quello dove si abita sempre e si notano delle cose che sembrano essere delle caratteristiche comuni a tutte le persone che lì abitano.Quindi mi ha colpito tantissimo l'incredibile gentilezza di questo popolo che dove vai, vai, ti si inchinano davanti, ma veramente in qualsiasi posto: entri al supermercato, entri nei grandi magazzini e quando tu passi, anche se non ti fermi a comprare, anche se non ti fermi nemmeno a guardare quello che loro hanno, sono lì però che si inchinano al tuo passaggio. Ma anche quando vai in un museo, quando vai a vedere la mostra dei crisantemi, perché sono capitata lì nel periodo della fioritura dei crisantemi e loro ci tengono moltissimo a questo fiore, tu vai e lì ti si inchinano davanti, anche quando ci sono le persone che fermano il traffico per far uscire i camion o le macchine dai parcheggi privati, tu ti fermi li, aspetti che passi e quando poi ti danno il permesso di poter continuare a camminare ti si inchinano davanti.Sembrano dei piccoli gesti, sembrano anche dei gesti esagerati a chi non è abituato, però in effetti poi ci fai l'abitudine, anche tu cominci a inchinarsi e apprezzi il fatto che... È brutto fare i confronti, però i confronti li faccio: ogni volta che entro in un posto qui in Italia sembra che stia disturbando le persone che lì lavorano, ma anche colpisce moltissimo l'arrivo in aeroporto e negli aeroporti italiani le persone addette a qualche servizio, a malapena ti guardano, stanno sempre a chiacchierare tra di loro, come se essere lì, come se fosse semplicemente un passare il tempo e non sembrano avere un compito da svolgere.Vabbè, potrei parlarne ancora per ore. Mi fermo qui perché 3 minuti sono finiti. Ecco, vi lascio queste, vi lascio con questi pensieri.TRANSLATIONAfter a trip that lasted almost 30 hours, I'm back at the base and I'm back at my desk, with my computer, microphone, headphones and all, and even a mouse that I feel is an unbridled luxury.It was a long journey, and okay, not tiring, because it's not like they forced me to go on this long journey, however, it was a journey with several stops.I spent a very short time in Japan, more or less two weeks, so I cannot by any means say that I understood anything about this country, which remains mysterious and wonderful. However, I can say that I was very impressed once again with the way that society moves and behaves.I know it is difficult to make generalisations, however, it also comes naturally when you...
Nov 17, 2023
2 min
3' grezzi Ep. 685 Pulendo i vetri all'aeroporto di Tokyo
Una ragazza appesa a un filo, indossa un'impeccabile tuta blu da lavoro e pulisce le grandi vetrate dell'aeroporto Haneda di Tokyo, a diverse decine di metri d'altezza.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Eccomi qua, ancora una volta a registrare i 3 minuti grezzi seduta in aeroporto. Sono all'aeroporto Haneda di Tokyo e sono arrivata con grande anticipo perché sono venuta usando i mezzi pubblici e non è troppo complicato, ma non è nemmeno semplicissimo, soprattutto se si viaggia a ridosso dell'ora di punta.Ho evitato di viaggiare in piena ora di punta perché sarebbe stato non impossibile, ma molto, molto difficile muoversi coi bagagli, anche perché a volte il treno, mentre sei sul vagone, a un certo punto della stazione cambia nome la linea e non fa vedere tutte le fermate. Anche se ho il GPS e le app che mi mostrano esattamente dove sono, però la cosa può diventare un po' snervante, un po', sì ti viene un po' di angoscia, soprattutto se il vagone è pieno, pieno, pieno zeppo e non vedi le indicazioni che sono comunque molto chiare nei vari schermi che ci sono all'interno dei vagoni, però quando sei coperta dalle persone che ti stanno attorno e non riesci a vedere come si chiama la stazione che arriva, insomma ci si sente un po' stressati.Comunque, sono in aeroporto, è troppo presto per dare le valigie, quindi sono ancora seduta.Poco fa ho visto una ragazza appesa a dei fili che altezza di venti 30 metri non lo so, stava pulendo i vetri dell'aeroporto. Sapete che spesso gli aeroporti hanno queste grandi grandi vetrate? Lei era appesa ai fili che puliva da dentro e da fuori entrava ogni tanto dentro o fuori. Evidentemente queste finestre si aprono.Era molto carina da vedere, era molto giapponese nella sua compostezza. Usano molto le divise, divise sempre estremamente pulite, ma anche tute da lavoro sempre estremamente pulite e sembrano addirittura stirate, insomma non sono stropicciate perché tengono molto a vestirsi in un certo modo, tengono molto ad apparire ordinati, ad apparire puliti e ad apparire sempre presentabili.Anche prima, mentre ero in metropolitana, ho visto un ragazzino che aveva una tuta da lavoro, tipo quelle blu da meccanico e giuro, sembrava appena uscita dalla lavanderia, tanto era linda, pulita e ordinata.Anche qui in aeroporto, come potete sentire, voci abbastanza soffuse, non c'è quella cacofonia che si sente spesso negli aeroporti. È tutto molto tranquillo. Io ho ancora un paio d'ore di attesa prima di poter dare i bagagli e poi dovrò dire passo e chiudo per il momento, perché non credo che avrò la possibilità di registrare i 3 minuti grezzi mentre sto in volo. Comunque ci sentiamo presto.TRANSLATIONHere I am, once again recording my 3 minutes podcast sitting in the airport. I'm at Tokyo's Haneda Airport, and I arrived very early because I came using public transport and it's not too complicated, but it's not super easy either, especially if you're travelling close to rush hour.I avoided travelling in the middle of rush hour because it would have been not impossible, but very, very difficult to move with luggage, also because sometimes the train, while you are on the carriage, at a certain point in the station changes the line name and does not show all the stops. Even though I have GPS and apps that show me exactly where I am, however, it can get a little bit nerve-wracking, a little bit, yes you get a little bit of anxiety, especially if the carriage is full, full, full to the brim and you don't see the directions that are otherwise very clear in the various screens inside the carriages, however when you are covered by the people around you and you can't see what the name of the station that is coming, in short you feel a little bit stressed.Anyway, I'm at the airport, it's too early to give the bags, so I'm still waiting.A little...
Nov 16, 2023
3 min
3' grezzi Ep. 684 Al cinema a Tokyo a vedere Godzilla
Andando al cinema in un paese straniero si possono imparare un sacco sulla sua società semplicemente osservando il modo in cui la gente si comporta in sala, prima, durante e dopo la proiezione. Senza contare che guardare un film in giapponese senza sottotitoli, già questa è un'esperienza da fare!TRASCRIZIONE [ENG translation below]Io credo che guardando come si comporta la gente al cinema si possa capire un po' anche la società in cui ci si trova. Faccio un esempio: in Italia quando si va a vedere un film in uno dei cinema grandi, la gente si comporta male, chiacchiera, fa rumore con la carta di quello che compra per mangiare, poi naturalmente in Italia c'è questa cosa terribile dell'interruzione del film a metà. E poi cosa succede? Non appena il film finisce, si accendono subito le luci e la gente scappa via.Ora, io ho moltissimi amici che lavorano nel campo del cinema e che non fanno gli attori ma lavorano proprio dietro le quinte, e a parte questo, a me piace guardare il film fino alla fine, fino all'ultimo fotogramma, e mi dà molto fastidio quando si accendono le luci e la gente si alza e mi cammina davanti e sembra quasi che le maschere si arrabbino perché io sto seduta fino all'ultimo.Oggi sono andata a vedere un film a Tokyo. Lo faccio spesso quando vado fuori, soprattutto in paesi dove non capisco la lingua. Mi piace andare al cinema e vedere un film in lingua originale, senza sottotitoli, perché mi piace l'esperienza. Naturalmente scelgo film che si possano seguire facilmente anche senza capire il dialogo, l'ultima volta che venni a Tokyo andai a vedere il film Lupin e questa volta sono andata a vedere l'ultimo film di Godzilla, anzi Godzilla, come si dice in giapponese.Ecco la gente al cinema in Giappone, tanto di cappello. Silenzio assoluto, sia prima che durante il film. Non solo, prima dell'inizio del film compaiono le scritte, non solo vietato usare i telefoni, vietato parlare, vietato dare colpi al sedile davanti. Insomma, molto, molto, molto educati. E poi una cosa che avevo già notato la prima volta che andai al cinema e che ho confermato questa volta, la gente sta, le luci rimangono spente, fino alla fine dell'ultimo titolo e la gente sta in silenzio religioso. Nessuno si muove, nessuno si alza, nessuno si sposta. Tutti fermi, zitti, muti fino all'ultimo fotogramma, fino all'ultimo dei titoli di coda e solo allora si riaccendono le luci. Che dire? Tanto di cappello.Due parole al volo sul film di Godzilla, che appunto è l'ultimo. È appena uscito, campione di incassi in Giappone, dubito che diventi campione di incassi fuori dal Giappone perché è stato un po' come quando guardo le telenovele con mia mamma: molto, molto tradizionale, molto anni '50, però esperienza molto divertente che consiglio a tutti.TRANSLATIONI believe that by watching how people behave at the movies, you can also understand a little bit about the society you are in. I give an example: in Italy when you go to see a movie in one of the big cinemas, people misbehave, chatter, and make noise with the paper of what they buy to eat, then of course in Italy, there is this terrible thing of stopping the movie in the middle. What happens next? As soon as the movie ends, the lights immediately come on and people run away.Now, I have a lot of friends who work in the film business and who are not actors but work right behind the scenes and anyway, I like to watch the movie until the end, until the last frame, and it really bothers me when the lights come up and people get up and walk in front of me and it almost looks like the ushers are getting angry because I'm sitting until the last frame.Today I went to see a movie in Tokyo. I often do this when I go abroad, especially to countries where I don't understand the language. I like to go to the movies and see a movie in the original language,...
Nov 15, 2023
3 min
3' grezzi Ep. 683 Quando i gatti tornano
Una bella storia che ha fatto sorridere tutte le persone a cui l'ho raccontata, perché è una di quelle storie che bisogna condividere. TRASCRIZIONE [ENG translation below]In questi giorni di viaggio in Giappone mi ero riproposta, mi sono riproposta di parlare delle mie avventure in Giappone. Quello che voglio raccontarvi oggi, in qualche modo anche è collegato al Giappone, anche se è una cosa che si svolge in un'altra parte del mondo, che non è nemmeno l'Italia.Allora, per poter venire a fare le vacanze in Giappone ho dovuto cercare qualcuno che stesse a casa con i miei due gatti, Mazinga e Sputnik, e a stare con i miei gatti è venuta una mia amica. Lei viene da Londra, questa mia amica che sta a Londra aveva da poco perso la sua gatta, il suo gatto, mi pare a giugno il gatto. Era scappato durante un brutto temporale.E niente, io all'inizio un po avevo cercato di consolarla dicendo, ma dai vedrai, i gatti tornano, i gatti tornano. E invece poi il gatto non è tornato. Ora la mia amica è a casa che sta facendo da cat sitter, anzi da mamma, ottima mamma ai miei due gatti, si sta veramente prendendo ottima cura di loro. E ieri improvvisamente è arrivata la notizia che hanno ritrovato il suo gatto che mancava da quasi sei mesi, quando ormai nessuno ci sperava veramente più.Perché ve lo sto raccontando? Anzitutto perché la cosa mi ha reso incredibilmente felice, anche se io il gatto non l'ho mai visto, però i gatti sono gatti. Mi ha fatto vedere una fotografia e ha proprio la faccia di un gatto che resiste, che lotta, che le sue sette vite se le vuole giocare molto bene.E poi perché è una bella storia. A me è capitato di perdere non gatti, per fortuna, ma altre cose che sono scomparse per mesi e mesi e mesi quando ormai non speravo proprio più più più più. Cose che mi sono anche ricomprata e poi dopo tanto tanto tempo ho ritrovato, quindi la morale è questa quando si perde qualcosa non bisogna abbandonare la speranza.E poi l'altra morale è che un gatto che viene ritrovato, anche se è magro, magro, impaurito, pelle e ossa, però è sempre il gatto a cui si vuole bene. E c'è questa cosa qua nell'universo che chi ama gli animali viene amato dall'universo. Boh, non lo so, mi è venuto un po così, no?Comunque la notizia del ritorno del gatto mi ha reso incredibilmente felice e tutte le persone a cui l'ho raccontato, i nostri amici giapponesi, le persone in Italia, tutte hanno condiviso un grande, grande, grande sorriso con me. Viva i gatti!TRANSLATIONIn these days of travelling to Japan, I wanted to talk about my adventures in Japan. What I want to tell you about today is also somehow related to Japan, although it is something that takes place in another part of the world, which is not even Italy.So, in order to come to Japan for vacation, I had to look for someone to stay at home with my two cats, Mazinga and Sputnik, and to stay with my cats came a friend of mine. She is from London, this friend of mine who lives in London had recently lost her cat, her tomcat, I think in June, the cat disappeared during a bad storm.And nothing, I at first tried to comfort her by saying, but come on you'll see, cats come back, cats come back. But alas, the cat did not return. Now my friend is at home being a cat sitter, actually a mom, excellent mom to my two cats, she is really taking excellent care of them. And yesterday suddenly came the news that they had found her cat who had been missing for almost six months, when by then no one really had any hope.Why am I telling you this? First, because it made me incredibly happy, even though I never saw the cat, but cats are cats. She showed me a picture, and he really has the face of a cat who resists, fights and wants to play his seven lives very well.Also, because it is a good story. It happened to me that I lost not cats,...
Nov 14, 2023
3 min
3' grezzi Ep. 682 Quando sei in viaggio
Quando pubblichi un podcast giornaliero, e vuoi continuare a pubblicare anche quando sei in vacanza, beh, allora bisogna arrangiarsi un po' come si può, senza avere a disposizione gli strumenti che a casa rendono le cose semplici e veloci.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Mentre registro 3 minuti grezzi sentirete delle voci, probabilmente sentirete anche dei rumori perché sono nella stanza che ci hanno messo a disposizione i nostri amici giapponesi.La porta è aperta e nelle altre stanze la famiglia fa le cose che di solito fa una famiglia.Ho lasciato apposta la porta aperta perché volevo che entrassero i rumori della casa, perché oggi voglio parlarvi di cosa significa tenere un podcast giornaliero quando si viaggia e non solo non si hanno a disposizione gli strumenti che di solito si usano quando si registra, io a casa ho il mio tavolo, i miei programmi, il mouse che sembrano cose da poco ma rendono il lavoro molto più semplice, però quando si è in viaggio naturalmente non si hanno le cose che ci sono a casa quindi io in questi giorni che sto in Giappone sto registrando i miei 3 minuti grezzi usando semplicemente il portatile e il telefono come microfono, uso un programma sul telefono che ha una buona diciamo dà delle buone performance e quindi uso quello, e poi niente, devo arrangiarmi un po' come posso a fare la copertina, a scaricarlo, a creare i sottotitoli, a tradurlo in inglese e poi a creare quello che di solito pubblico su YouTube, cioè il mio podcast dove si sente la mia voce in italiano e si vedono scorrere i sottotitoli in inglese, che non è difficilissimo da fare, ci sono degli strumenti appositi che uso però quando lo si deve fare in viaggio usando unicamente il portatile, che tra l'altro ha anche uno schermo abbastanza piccolo, non è semplicissimo.Poi c'è da contare anche che c'è il fuso orario. Ad esempio ieri ho pubblicato il podcast prima che finisse la giornata perché - scusate un'altra cosa che non si può fare girarsi dall'altra parte per tossire quando non si ha il microfono - sì, quindi bisogna un po tagliare gli angoli, bisogna un po' fare le cose veloci però mi sono preposta l'obiettivo di non rinunciare ai 3 minuti grezzi fino a quando non deciderò di interrompere per un periodo di pausa però fino ad allora li faccio tutti i giorni non importa dove sono, non importa che succede e finora ho continuato a farli.Mancano 30 secondi ai 3 minuti fatidici quindi tra un po' chiudo e mi metto a preparare tutti i file, mi metto a fare tutte le cose così che poi voi possiate trovarvi i miei 3 minuti grezzi, freschi, freschi di giornata, come un bel panino o un corrispettivo giapponese che non so che cosa sia.TRANSLATIONAs I record 3 raw minutes you will hear voices, you will probably also hear noises because they are in the room that our Japanese friends have provided for us.The door is open and in the other rooms, the family does the things that a family usually does.I purposely left the door open because I wanted the sounds of home to come in because today I want to talk about what it means to keep a daily podcast when you are travelling and not only you don't have the tools that you usually use when you are recording, I have my table at home, my programs, my mouse which seem like little things but they make the job much easier, however when you are travelling of course you don't have the things that you have at home so these days that I am in Japan I am recording my 3 minutes podcast just using my laptop and my phone as a microphone, I use a program on the phone that has a good let's say it gives good performances and so I use that, and then yes, I have to make do a little bit as I can with making the cover, downloading the file, creating the subtitles, translating it into English and then creating what I usually post on YouTube, that is my podcast where you hear my voice...
Nov 13, 2023
3 min
3' grezzi Ep. 681 A casa di amici a Nagoya
Il valore del viaggio accresce quando si ha la fortuna di poterlo condividere con amici del posto. Oggi noi fortunati con i nostri amici a Nagoya.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Siamo alla fine di una giornata impegnativa con i nostri amici giapponesi. Che esperienza fantastica! Quando si viaggia in un paese e non solo si vedono le cose che vedono i turisti, ma poi si entra all'interno di una famiglia giapponese in una casa giapponese ed è bellissimo vedere i piccoli rituali, vedere le stanze.È anche faticoso perché si cerca di farsi capire e a volte il problema non è la mancanza di conoscenza della lingua comune, che è sempre la lingua inglese, ma sono proprio le diverse usanze, il diverso background culturale che manca da un lato e dall'altro, però i nostri amici, che ci ospitano sono delle persone deliziose e si sono fatti in quattro per farsi capire, per metterci a nostro agio, hanno chiamato gli amici che parlano italiano, che hanno vissuto in Italia, che hanno fatto le vacanze in Italia e poi hanno preparato questo banchetto incredibile di cose buonissime cucinate da loro, naturalmente, e hanno apparecchiato la tavola in un modo particolare, con tutti i piatti particolari.Una bellissima esperienza che conferma che il valore del viaggio è aumenta e viene amplificato quando effettivamente non fai il turista mordi e fuggi, ma prendi il tempo per stare con le persone. E bisogna anche avere la fortuna di conoscere le persone, perché non è che si possa viaggiare, bussi alla prima porta che capita e dici fatemi entrare, fatemi entrare a far parte della vostra famiglia. Però quando succede è molto bello e c'è questo poi questo grande senso dell'ospitalità e di generosità che per certi versi accomuna e la cultura giapponese alla migliore cultura dell'ospitalità italiana dove le cose che ci sono si dividono.La casa dove stiamo è una casa molto bella e si vede che è una casa borghese molto grande, a due piani, la nostra stanza, quella che ci hanno dato, è molto grande e c'è naturalmente il tatami e ci hanno dato i futon doppi, ci hanno spiegato che bisogna metterlo orientato verso nord oppure verso est, perché questo è il modo in cui si mette il letto, e ci hanno portato le coperte.È un po faticoso stare seduti per terra tutto il tempo, anche quando si chiacchiera. Abbiamo cenato al tavolo, però poi abbiamo fatto un gioco di società seduti per terra e quello è stato un po' faticoso, non tanto per le ginocchia ma per la schiena. Però vabbè, va bene così.Bellissima esperienza e domani si continua a Nagoya con i nostri amici.TRANSLATIONWe are at the end of a busy day with our Japanese friends. What a great experience! When you travel to a country and not only see the things that tourists see, but then you go inside a Japanese family in a Japanese home and it's beautiful to see the little rituals, to see the space around.It is also a bit tiring because you try to make yourself understood and sometimes the problem is not the lack of knowledge of the common language, which is always English, but it is really the different customs, the different cultural background that is lacking on one side and on the other, but our friends, who are hosting us are delightful people and they went out of their way to make themselves understood, to make us comfortable, they called friends who speak Italian, who have lived in Italy, who have vacationed in Italy and then they prepared this incredible feast of very good things cooked by them, of course, and they set the table in a special way, with all the special dishes .A wonderful experience that confirms that the value of travel is increases and is amplified when you actually don't be a hit-and-run tourist, but take the time to be with people. And you also have to be fortunate enough to know people, because it's not like you can travel, knock on the first...
Nov 12, 2023
3 min
3' grezzi Ep. 680 Ingresso vietato ai turisti
Un locale dove i turisti non sono graditi, non in quanto turisti ma perché è un locale dove si parla solo ed esclusivamente in giapponese. Un locale che non vuole perdere la propria essenza, dove chi entra deve conoscere non solo la lingua ma anche tutte le regole (scritte e non scritte) di come ci si comporta in Giappone. Tanto di cappello per chi non vende anima e tradizioni per due soldi. Quando l'ho visto il mio primo pensiero è stato, che bello se anche nella mia città ci fossero posti così!TRASCRIZIONE [ENG translation below]Questa è la mia seconda volta in Giappone. La prima volta venni in Giappone una decina d'anni fa. Ho notato che il posto è molto cambiato, non il posto in sé, ma sono cambiati i flussi turistici.Quando venni la prima volta in Giappone non dico che io fossi l'unica turista, però si vedevano veramente pochi, pochi, pochi, pochi turisti, giusto a Tokyo qualcuno, invece adesso in alcuni posti, soprattutto quelli più turistici, sembra di essere quasi a Venezia, avete presente? Centinaia di persone che seguono quello con la bandiera davanti, le guide turistiche e soprattutto, ahimè, un sacco di italiani. Si sentono le parlate e si vede questi qua che sono sempre preoccupati. oddio, dove ci troviamo se ci perdiamo? Ah, ma dove è questa? Ma dove è quest'altra? Ma dove siete finiti? Ah, ma dobbiamo stare insieme, non andate via, non staccatevi dal gruppo. Ecco, questi sono i problemi dei turisti italiani che ho incrociato.Pensavo fosse una mia impressione, quindi sono andata un po' a cercarmi le percentuali, effettivamente negli ultimi dieci anni c'è stato un aumento vertiginoso nel numero di turisti arrivati in ingresso in Giappone, tanto che il governo ha deciso di mettere un limite perché il Giappone è un arcipelago, un arcipelago di isole non solo, ma ha un ecosistema molto particolare è soggetto a un sacco di problemi di natura, terremoto maremoto eccetera tant'è che tutti i luoghi pubblici, non so le case private ma tutti tutti tutti tutti tutti i luoghi pubblici, hanno l'allarme, un sistema di allarme: c'è una grande sirena rossa, vicino c'è un altoparlante, immagino che in caso di disastro vengano date indicazioni su quello che si deve fare, e anche un po' sparse in giro per la città, ci sono delle indicazioni per i turisti, cosa fare in caso di disastro.Oggi, mentre passeggiavo ho visto un cartello che mi è piaciuto molto, un cartello che diceva, "non sono" (era un ristorante anche molto bello, sembrava da fuori) e c'era scritto: l'ingresso è riservato solo ai giapponesi, non si servono i turisti, si fa eccezione solo per per i turisti che vengono raccomandati da persone giapponesi e qui dentro si parla solo ed esclusivamente giapponese.Ecco, tanto di cappello è un cartello che mi ha fatto piacere perché mi ha fatto capire che, a differenza dell'Italia, a differenza di Cagliari, la mia città che conosco molto bene, qui si cerca di mantenere la caratteristica che rende il posto tale. Non ci si vuole asservire ai fantomatici turisti e le persone che abitano qua continuano a fare i fatti loro, i cavoli loro, senza preoccuparsi. Ecco. Tanto di cappello. Bravi, continuate così.TRANSLATIONThis is my second time in Japan. I first came to Japan about ten years ago. I noticed that the place has changed a lot, not the place itself, but the tourist flows have changed.When I first came to Japan, I'm not saying that I was the only tourist, however, you could see really few, few, few tourists, just in Tokyo a few, instead now in some places, especially the more touristy ones, it almost feels like Venice, you know? Hundreds of people following the one with the flag in front, the tour guides and especially, alas, a lot of Italians. You can hear the talk and you can see these guys who are always worried. Oh dear, where do we meet if we get lost? Ah, but where is this person? But where...
Nov 10, 2023
3 min
3' grezzi Ep. 679 I cerbiatti di Nara
Un parco pieno zeppo di cerbiatti mansueti che nonchiedono altro che di mangiare i tuoi crackers. Nara è un posto magico. TRASCRIZIONE [ENG translation below]Visto che questi sono i 3 minuti grezzi edizione speciale giapponese continua a parlarvi delle nostre avventure giapponesi.Oggi è stato il giorno della visita al Parco di Nara, è diciamo un'oretta da Kyoto ed è conosciuto perché a Nara, oltre a esserci un sacco di templi, il Buddha più grande al mondo, tutte queste cose qua, c'è una una colonia molto grande, molto massiccia di cerbiatti - cerbiatto che ancora non ho capito, avrei dovuto cercare prima di fare i 3 minuti grezzi, io ho questa impressione che i cerbiatti siano i piccoli e le femmine dei cervi, ma non so magari sto sbagliando io, me lo sto inventando - comunque parliamo di cerbiatti, 'deers' in inglese.Sono protetti perché sono considerati sacri, perché uno degli dei è apparso mentre cavalcava uno di questi cerbiatti bianchi e da allora sono sacri.Il parco di Nara è bello perché tu arrivi, è gratuito tra l'altro entrare, e puoi acquistare per poco prezzo questi biscotti, questi crackers che poi dai da mangiare ai cerbiatti, cerbiatti che sono mansueti, sono abituati alla presenza umana, anzi fanno anche affidamento sulla presenza umana per mangiare, perché altrimenti il parco non sarebbe sufficiente per dare da mangiare a questa grandissima quantità, sono più di 1000 i cerbiatti che abitano lì.È molto divertente perché quando si arriva si vede, naturalmente fa un certo effetto vedere questi cerbiatti con le ciglia lunghe lunghe che ti vengono dietro e fanno così col muso perché sanno che c'hai i crackers e li vogliono e a volte non accettano neanche no come risposta, ma li cercano col naso nelle tasche, ti spingono e anche nelle borse, è divertente vedere i diversi modi in cui si comportano le persone.Ci sono sempre queste grandi scolaresche giapponesi di ragazzine che fanno i gridolini, sanno benissimo che ci sono i cerbiatti, hanno i biscotti, i crackers in mano per darli cerbiatti, però nel momento in cui il cerbiatto si avvicina e te lo prende dalla mano "Ahhh..." questi gridolini così, è divertente.Poi ripeto, ci sono tantissimi templi dentro e fuori al parco di Nara e però ti viene un po la sindrome di Stendhal. Io penso sempre che sia come un asiatico, una persona che viene dall'Asia, dove non ci sono le grandi cattedrali europee, e si trova a passeggio per Roma, che vede la prima cattedrale coi dipinti del Mantegna, poi quest'altra e dopo la centesima chiesa che vede antichissima dice e vabbè ne abbiamo visto abbastanza chiese.No però continuiamo a guardare anche templi.TRANSLATIONSince this is the 3-minute podcast Japanese special edition, I continue to tell you about our Japanese adventures.Today was the day to visit Nara Park, it's let's say an hour or so from Kyoto and it's known because in Nara, besides there being a lot of temples, the largest Buddha in the world, all these things here, there is a very large, very massive colony of fawns - fawns that I still don't understand, I should have looked it up before I did the raw 3 minutes, I have this impression that fawns are the young and the females of the deer, but I don't know maybe I'm doing it wrong, I'm making it up -- anyway we talk about fawns , 'deers' in English .They are protected because they are considered sacred, because one of the gods appeared while riding one of these white deers, and they have been sacred ever since.Nara Park is nice because you come, it's free by the way to enter, and you can buy for cheap these cookies, these crackers that you then feed to the deers, deers that are tame, they are used to human presence, in fact they even rely on human presence to eat, because otherwise the park would not be enough to feed this very...
Nov 9, 2023
3 min
Load more