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S1 - E11 L'Influencer marketing un asset strategico per ogni Brand? Con Alessandro Cola, CEO di Xplace
49 minutes Posted Sep 5, 2022 at 9:19 am.
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Dopo l’interessante conversazione “Profilare, conversare, attrarre: l’approccio al Social Media Marketing”,  in questo undicesimo episodio del nostro Podcast ritroviamo come ospite Alessandro Cola, fondatore e CEO di Xplace Company, agenzia del Gruppo Websolute specializzata in Social Media Marketing, Influencer Marketing e Digital PR. 

Lo spunto per la conversazione? Lo offre una ricerca che, attraverso una serie di dati statistici, sottolinea quanto quello dell’influencer marketing sia un tema caldo che non può essere ignorato dalle aziende.

Cos’è l’influencer marketing ovvero di chi si parla quando si parla di “influencer”

La denominazione “influencer marketing” comprende progetti di varia natura e collaborazioni con professionalità molto diverse tra loro. Per questo Alessandro Cola ha sentito la necessità di fare ordine, individuando tre tipi di figure con le quali solitamente si creano progetti e collaborazioni:

• Creators

• Engagers

• Brand Talents

Campagne a breve e lungo termine: le differenze

È possibile usare l’influencer marketing in due modalità diverse:

1) Campagna spot: ha un range temporale limitato ed è utile quando il brand ha qualcosa di “straordinario” da comunicare, ad esempio un nuovo prodotto. Il vantaggio è una condivisione più calda, partecipata. Il racconto di altri permette, infatti, di non essere autoreferenziali. In questo caso l’influencer può usare anche prodotti di altri brand, ma il messaggio sarà comunque percepito autentico in quanto il lancio rappresenta una novità che lo stesso influencer è interessato a scoprire.

2) Collaborazione a lungo termine: in questo caso l’influencer si presta a una collaborazione più lunga, sposando totalmente la mission del brand. È una relazione esclusiva, prolungata e costante e solitamente basata su una visione comune di determinati valori che l’azienda rappresenta.

Chi è un vero influencer? Ce lo dicono analisi attente e strumenti professionali

Fondamentale, quando si approccia l’influencer marketing, è prestare attenzione all’autenticità dei profili. Proprio per questo, l’attività di recruiting necessita di supporto scientifico, e dunque di software professionali capaci di analizzare l’account, la fan base e anche scovare curiose correlazioni tra influencer e follower. Un esempio? Piattaforme come quella utilizzata da Xplace permettono di scoprire chi ha più fan tifosi di una determinata squadra di calcio oppure capire chi sono gli influencer italiani più seguiti a Milano (potrebbero essere persone di un’altra città!). E non solo: le stesse piattaforme, oltre a essere validi strumenti per gestire contenuti e approvazioni, sostengono la strategia con report precisi che permettono capire cos’ha funzionato e cosa no e prendere decisioni per il futuro.

Influencer marketing, la domanda delle domande: perché sceglierlo?

La risposta è semplice: perché le persone si fidano degli amici. E gli influencer sono amici che danno buoni consigli. Dunque, strutturando una strategia di questo tipo è possibile ottenere l’attenzione di un pubblico di qualità, potenzialmente interessato a quel prodotto. Per quanto riguarda l’aspetto economico e di ritorno, invece, i risultati sono legati a quanto si è disposti a investire, e il costo delle attività è proporzionale al numero di follower dell’influencer. 

Dalla strategia alla reportistica: il lavoro dell’agenzia

Il supporto di un’agenzia, in un mondo così complesso e pieno di opportunità, è fondamentale, perchè si occupa di molti aspetti diversi:

• Strategia

• Scouting

• Gestione del progetto

• Reportistica


In conclusione, nei social ci si muove per conversazioni. E gli influencer sono persone che possono essere coinvolte nelle strategie aziendali.