Show notes
Qui, altrove. Le città degli altri. Casa è dove qualcuno o qualcosa ti aspetta. Raccontiamo le città raccontate, spacciamo ricordi di viaggio. La letteratura è un biglietto di prima classe. Quattro. Un angolo di eternità. Carlo Emilio Gadda a Roma. Qui giace uno il cui nome fu scritto nell’acqua. L’epitaffio è sulla tomba di John Keats, poeta romantico inglese, morto a Roma a poco più di venticinque anni nel 1821. Intorno, il cimitero acattolico di Testaccio, meglio noto come il cimitero degli Inglesi. Siamo tra Porta San Paolo e la Piramide Cestia, con «questo cielo/di bave sopra gli attici giallini/che in semicerchi immensi fanno velo//alle curve del Tevere, ai turchini monti del Lazio». Abbiamo tolto le parole di bocca a Pier Paolo Pasolini. Facciamo un giro per questo «buio giardino straniero», in un fazzoletto di terra quanti nomi: Antonio Gramsci e le sue ceneri, il naufrago Shelley, il tormento di Amelia Rosselli e di Dario Bellezza, Emilio Lussu, da pochi mesi Andrea Camilleri. E poi, «geniale e studioso artista/dalle forti passioni civili e morali/signore della prosa», Carlo Emilio Gadda.

