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Prof. Stefano Meletti e Dott.ssa Chiara Martellino,
Lo stato epilettico rappresenta una delle emergenze neurologiche più temute, con un'incidenza stimata di 15-20/100.000 casi all'anno. E’ una condizione tempo-dipendente, in cui ogni minuto conta. In questo senso, potremmo prendere in prestito dallo stroke il concetto di “time is brain”: se nell’ictus questo principio è stato, infatti, ridefinito, nello stato epilettico resta invece assolutamente centrale, anche a causa delle complicanze a lungo termine, quali la morte neuronale e la riorganizzazione patologica dei network.
Nel trattamento dello stato epilettico, le benzodiazepine rappresentano la terapia di prima linea, in virtù della loro rapidità d’azione e della capacità di potenziare l’inibizione GABAergica. Tuttavia, la loro efficacia può ridursi o venire meno con il protrarsi della crisi. Per tale motivo, è spesso necessario ricorrere all’utilizzo di farmaci di seconda linea, fino a un approccio con agenti anestetici.
Lo stato epilettico rappresenta una delle emergenze neurologiche più temute, con un'incidenza stimata di 15-20/100.000 casi all'anno. E’ una condizione tempo-dipendente, in cui ogni minuto conta. In questo senso, potremmo prendere in prestito dallo stroke il concetto di “time is brain”: se nell’ictus questo principio è stato, infatti, ridefinito, nello stato epilettico resta invece assolutamente centrale, anche a causa delle complicanze a lungo termine, quali la morte neuronale e la riorganizzazione patologica dei network.
Nel trattamento dello stato epilettico, le benzodiazepine rappresentano la terapia di prima linea, in virtù della loro rapidità d’azione e della capacità di potenziare l’inibizione GABAergica. Tuttavia, la loro efficacia può ridursi o venire meno con il protrarsi della crisi. Per tale motivo, è spesso necessario ricorrere all’utilizzo di farmaci di seconda linea, fino a un approccio con agenti anestetici.



