Qualcosa di personale
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Il comico Paolo Camilli: "Vorrei il diritto di essere gay e stro*zo. Vannacci non merita risposta”
28 minutes Posted Sep 17, 2026 at 10:15 pm.
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Show notes
Si è formato sul palco con Luca Ronconi e poi si è scoperto un po' Ilary Blasi e un po' Lenù dell'Amica geniale. Può recitare Amleto e farti la lista in chiave esilarante delle paranoie stereotipate della femmina e del maschio italiani. Parla di odio omofobo e racconta con una sincerità disarmante del suo coming out con il padre che stava per perdere. Paolo Camilli, classe 86, di Civitanova Marche, con le sue incursioni comiche è stato protagonista dei Diversity Media Award 2026 ed è stato scelto per la tv da due signore della satira come Serena Dandini e Geppi Cucciari.
​​​​​​​Nasce come attore di teatro "serissimo", fino a The Dubliners di Giancarlo Sepe al Festival di Spoleto, ma arriva ai grandi numeri con i suoi contenuti e le sua parodie social, il SAG Award (Screen Actors Guild Award) per la parte di Hugo nella serie americana White Lotus, gli spettacoli L'amico di tutti e Sconfort zone, il paradiso delle irrelazioni, dove non mancano citazioni autobiografiche e attenzione ai temi della comunità LGBTQIA+ (ma non chiedetegli di replicare agli attacchi di Roberto Vannacci, "non gli farò mai da eco di risonanza"). Ora sta scrivendo un podcast e il prossimo show, che nasce da un 2026 amaro, in cui ha perso la sorella ed è finita una storia d'amore. In studio con noi viaggia tra risate e commozione nei suoi primi quarant'anni. Intervista di Giulia Santerini
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