Immaginatevi di essere soli con voi stessi nelle vostre stanze, il mondo è fuori ma vi è precluso, cosa vi resta? Non è una situazione troppo paradossale, nei mesi passati l’abbiamo vissuta sulla nostra pelle più e più volte e forse proprio in questa condizione infelice abbiamo riscoperto che è possibile alimentare la macchina della creatività dall’interno, da sé, per potersi superar e uscire da sé stessi. È così in effetti che Pietro Cerchiello, ospite di questa puntata de Le Api dell’Invisibile, racconta la genesi della sua pièce teatrale, nella solitudine della propria stanza durante il primo lockdown. Non è un caso infatti che si tratti di un monologo, forse la forma d’espressione più esemplificativa di questi tempi così alienanti. Più strano però è che questo monologo racconti una storia che non è di Pietro, ma della quale il giovane autore e attore si è dovuto impadronire con ricerca e passione.


