Il nuovo questore, Carmine Damiano, ha deciso di scoprire se in provincia di Treviso esistono davvero ramificazioni della mafia cinese. È sempre l'8 novembre quando a Gentilini è chiesto un commento. Lui inizia in modo ontologicamente apodittico: «La mafia cinese è sempre stata». Poi mostra di non apprezzare molto l'attività delle forze dell'ordine: «Anche le autorità preposte all'ordine pubblico a volte si nascondono dietro a un dito», «Ho già segnalato alla Guardia di finanza certi assembramenti, ho già segnalato certe società che utilizzano anche gli extracomunitari per portare quei dépliant in giro». Senza risultato, aggiunge.
Infine arriva a uno dei suoi cavalli di battaglia, quello degli immigrati. E la frase è un tipico concentrato dei più gretti concetti leghisti (grammatica inclusa): «È tutto un sommerso che con la grande apertura di tolleranza abbiamo importato le criminalità più oscene». Con una conclusione sullo Stato italiano che non è proprio in linea con l'appartenenza del suo partito, la Lega Nord, alla maggioranza: «Purtroppo viviamo in uno Stato di omertà».

