Mercoledì mattina, abituale conversazione di Gentilini con i giornalisti nel cortile di Ca' Sugana, la sede del municipio di Treviso. L'argomento, questa volta, è la scuola, con le proteste contro la riforma Gelmini. A Treviso gli studenti hanno cominciato a muoversi proprio quel giorno e a farlo, al Riccati (il principale istituto tecnico commerciale della città), sono stati soprattutto gli studenti di destra.
Ascoltatevi il Gentilini pensiero, che comincia dicendo «È la rivoluzione dei sinistrorsi». E se un giornalista obietta: «Sono quelli di destra, veramente, al Riccati», la risposta non arriva. Gentilini prosegue sostenendo che è «necessario il pugno di ferro». Pugno di ferro che deve essere usato dallo Stato, ma non da uno Stato qualsiasi: «Dev'essere uno Stato di diritto e non uno Stato besciamella».

