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La distruzione pianificata della scuola italiana
15 minutes Posted Oct 12, 2022 at 11:40 am.
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TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7168

LA DISTRUZIONE PIANIFICATA DELLA SCUOLA ITALIANA di Julio Loredo
Sulla scia della rivoluzione bolscevica del 1917 in Russia, diversi pensatori marxisti iniziarono a esplorare le possibilità per replicarla in Occidente. Giunsero rapidamente alla conclusione che da noi fosse impraticabile. Era necessaria una nuova strategia. Gli sforzi più importanti in questo senso furono portati avanti dall'Institut für Sozialforschung dell'Università Johann Wolfgang Goethe in Germania, meglio conosciuto come Scuola di Francoforte, anche dopo che i suoi membri si trasferirono prima in Francia e poi negli Stati Uniti.
I membri di questa scuola applicarono il marxismo a una teoria sociale radicale e interdisciplinare, utilizzando le intuizioni della psicoanalisi, della sociologia, della filosofia esistenziale e di altre discipline per disegnare un piano di Rivoluzione totale. Nel 1936, ad esempio, coniarono l'espressione "rivoluzione sessuale" per descrivere l'utilizzo della decadenza morale già allora in atto per distruggere la mentalità "borghese" e forgiarne una nuova socialista.
Forse meno noto a livello internazionale ma, in più di un modo, maggiormente importante fu il lavoro di Antonio Gramsci, cofondatore del PCI. Ampliando il concetto marxista di egemonia - che considerava l'economia la "struttura" e tutti gli altri ambiti (politico, culturale, ecc.) semplici "sovrastrutture" - Gramsci esplorò gli aspetti culturali dell'egemonia, sviluppando le basi di quella che poi divenne nota come Rivoluzione culturale. Insisteva sul fatto che prendere il controllo del governo non è l'obiettivo più importante (come invece sosteneva Lenin). Secondo lui, la sinistra doveva piuttosto controllare alcuni settori chiave della società, in particolare l'istruzione, la cultura e la magistratura. Istruzione e cultura sono intimamente legate. Mentre una cultura di sinistra plasma il sistema educativo, un'educazione di sinistra forma i giovani che in seguito svilupperanno la cultura, creando un circolo vizioso che lentamente ma inesorabilmente cambia le mentalità. Le trasformazioni politiche, sosteneva Gramsci, sarebbero arrivate in seguito come naturale conseguenza di questi cambiamenti nella cultura.
"L'educazione è da sempre strumento per il consolidamento di qualsiasi egemonia - scrivono Lorenzo Caruti e Giammarco Serino - l'educazione [è] strumento imprescindibile di egemonia politica (...) l'educazione plasma le influenze geopolitiche".
La sinistra ha avuto un enorme successo nell'applicare questa strategia. La cultura occidentale moderna - lingua, arti, musica, teatro, fotografia, cinema, letteratura, poesia, televisione, moda, pubblicità - è massicciamente orientata a sinistra. Non esiste una cultura "conservatrice" o "tradizionalista" di qualche rilievo. Se prendiamo gli elementi della cultura definiti da Andrew Brown, autore di Organisational Culture - artefatti, storie, rituali, eroi, simboli, credenze, atteggiamenti e valori - ci accorgiamo che sono tutti egemonizzati dalla sinistra.
Lo stesso per l'istruzione. La sinistra ha avuto un enorme successo nell'infiltrare il sistema educativo fino a controllarlo virtualmente. In Italia, ad esempio, indipendentemente da chi è al governo, l'istruzione cammina sempre a sinistra.
Come possiamo definire la Rivoluzione culturale?
Nel descrivere lo spirito che anima il processo rivoluzionario, Plinio Corrêa de Oliveira afferma: "Due nozioni concepite come valori metafisici esprimono bene lo spirito della Rivoluzione: l'uguaglianza assoluta, la libertà completa. E due sono le passioni che più le servono: l'orgoglio e la sensualità". Se analizziamo le riforme dell'istruzione negli ultimi decenni, tutte si riducono a questo: più uguaglianza e più libertà. Teniamo conto, però, che quando la Rivoluzione proclama la completa...