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TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5104
LA TRUFFA DELLA TEORIA DEL TUTTO DI STEPHEN HAWKING, L'ASTROFISICO SENZA NOBEL di Francesco Agnoli
L'astrofisico Stephen W. Hawking si chiese, in una circostanza, se fosse più famoso per la sua sedia a rotelle o per le sue scoperte (che, per quanto notevoli, non gli sono mai valse il Nobel, a dimostrazione di come la fama mediatica non sia sempre del tutto rispettosa della realtà delle cose).
Forse ora, leggendo i giornali che lo hanno celebrato, sorriderà nel vedere che la maggior parte di coloro che lo hanno ricordato hanno capito poco e dell'una e delle altre.
Anche per "colpa" di Hawking, bisogna pur dirlo.
Perché questo grande fisico inglese ha portato il suo male, come è naturale, in modo diverso nel tempo, e perché ha più volte cambiato le sue idee filosofiche.
Un giorno raccontò che la vita era diventata noiosa, e che era tornata a sorridergli solo dopo aver saputo della sua malattia, cioè quando si era accorto che poteva perderla. In altre circostanze ha lasciato intendere che avrebbe potuto ricorrere all'eutanasia, ma non solo non lo ha mai fatto, ma anche ringraziato la moglie che, nel 1985, disse il suo no deciso ai medici che ritenevano di dovergliela praticare.
Come sta un uomo con il suo dolore? Quali domande si fa sul senso della vita?
E' facile immaginarlo: tantissime.
Ancora di più, forse, se ha vicino una moglie cattolica che gli parla di Dio, e se, di mestiere, si occupa di studiare, oltre ai buchi neri, il Big bang.
I PRIMI ISTANTI DELL'UNIVERSO
Eh già, studiare il Big bang significa andare ai primi istanti dell'Universo, per chiedersi se esso sia nato davvero o meno; e, se è nato, da Chi.
Hawking lo aveva chiaro: sebbene nel suo best seller, Dal big bang ai buchi neri non lo citi mai, sapeva bene che la teoria del Big bang deve la sua esistenza ad un sacerdote cattolico, George Eduard Lemaitre che nel lontano 1931 aveva sollevato un vespaio, rilanciando con la sua ipotesi il dibattito su Dio: se l'Universo è nato, perché? Da chi? Con quale scopo?
Per questo nel libri di Hawking ritorna sempre la domanda: "Perché l'universo esiste? Perché noi esistiamo?".
Bisogna ricordare che nel 1970, insieme a Roger Penrose, uno scienziato non inferiore a lui, sebbene meno noto al grande pubblico, Hawking aveva proposto il "teorema della singolarità", da lui commentato con queste parole: "Mostrammo che [...]qualsiasi modello ragionevole di universo doveva iniziare con una singolarità. Ciò significava che la scienza poteva predire che l'universo doveva avere avuto un inizio, ma che non poteva predire come l'universo doveva cominciare, poiché tale compito era di competenza di Dio" (S.Hawking, in Buchi neri e universi neonati).
In altre parole il teorema rafforzava l'idea di molti: l'universo è nato, quindi non è eterno nè autosufficiente, ma richiede un Creatore, il quale solo, nella sua Onnipotenza, conosce fino in fondo la natura stessa dell'universo. Sì perché la singolarità rappresenta una situazione per noi inconoscibile, una condizione del cosmo impenetrabile dalla mente umana, perché in essa non vigono le leggi della natura a noi note.
L'universo ha dunque bisogno di un Creatore e l'uomo è incapace di comprendere tutto?
Le cose sembrerebbero stare proprio così, e per questo Hawking rimane, a lungo, dubbioso: nel suo best seller citato, un Creatore sembra a volte innegabile, a volte inutile.
SULLA CATTEDRA DEL CRISTIANO ISAAC NEWTON
Non bisogna dimenticare che Hawking ha occupato la cattedra che era stata di Isaac Newton, convintissimo della necessità, per l'universo, di un Creatore. Hawking non può non fare i conti, oltre che con le sue domande esistenziali, con i suoi grandi ispiratori: il devoto protestante Newton e...
LA TRUFFA DELLA TEORIA DEL TUTTO DI STEPHEN HAWKING, L'ASTROFISICO SENZA NOBEL di Francesco Agnoli
L'astrofisico Stephen W. Hawking si chiese, in una circostanza, se fosse più famoso per la sua sedia a rotelle o per le sue scoperte (che, per quanto notevoli, non gli sono mai valse il Nobel, a dimostrazione di come la fama mediatica non sia sempre del tutto rispettosa della realtà delle cose).
Forse ora, leggendo i giornali che lo hanno celebrato, sorriderà nel vedere che la maggior parte di coloro che lo hanno ricordato hanno capito poco e dell'una e delle altre.
Anche per "colpa" di Hawking, bisogna pur dirlo.
Perché questo grande fisico inglese ha portato il suo male, come è naturale, in modo diverso nel tempo, e perché ha più volte cambiato le sue idee filosofiche.
Un giorno raccontò che la vita era diventata noiosa, e che era tornata a sorridergli solo dopo aver saputo della sua malattia, cioè quando si era accorto che poteva perderla. In altre circostanze ha lasciato intendere che avrebbe potuto ricorrere all'eutanasia, ma non solo non lo ha mai fatto, ma anche ringraziato la moglie che, nel 1985, disse il suo no deciso ai medici che ritenevano di dovergliela praticare.
Come sta un uomo con il suo dolore? Quali domande si fa sul senso della vita?
E' facile immaginarlo: tantissime.
Ancora di più, forse, se ha vicino una moglie cattolica che gli parla di Dio, e se, di mestiere, si occupa di studiare, oltre ai buchi neri, il Big bang.
I PRIMI ISTANTI DELL'UNIVERSO
Eh già, studiare il Big bang significa andare ai primi istanti dell'Universo, per chiedersi se esso sia nato davvero o meno; e, se è nato, da Chi.
Hawking lo aveva chiaro: sebbene nel suo best seller, Dal big bang ai buchi neri non lo citi mai, sapeva bene che la teoria del Big bang deve la sua esistenza ad un sacerdote cattolico, George Eduard Lemaitre che nel lontano 1931 aveva sollevato un vespaio, rilanciando con la sua ipotesi il dibattito su Dio: se l'Universo è nato, perché? Da chi? Con quale scopo?
Per questo nel libri di Hawking ritorna sempre la domanda: "Perché l'universo esiste? Perché noi esistiamo?".
Bisogna ricordare che nel 1970, insieme a Roger Penrose, uno scienziato non inferiore a lui, sebbene meno noto al grande pubblico, Hawking aveva proposto il "teorema della singolarità", da lui commentato con queste parole: "Mostrammo che [...]qualsiasi modello ragionevole di universo doveva iniziare con una singolarità. Ciò significava che la scienza poteva predire che l'universo doveva avere avuto un inizio, ma che non poteva predire come l'universo doveva cominciare, poiché tale compito era di competenza di Dio" (S.Hawking, in Buchi neri e universi neonati).
In altre parole il teorema rafforzava l'idea di molti: l'universo è nato, quindi non è eterno nè autosufficiente, ma richiede un Creatore, il quale solo, nella sua Onnipotenza, conosce fino in fondo la natura stessa dell'universo. Sì perché la singolarità rappresenta una situazione per noi inconoscibile, una condizione del cosmo impenetrabile dalla mente umana, perché in essa non vigono le leggi della natura a noi note.
L'universo ha dunque bisogno di un Creatore e l'uomo è incapace di comprendere tutto?
Le cose sembrerebbero stare proprio così, e per questo Hawking rimane, a lungo, dubbioso: nel suo best seller citato, un Creatore sembra a volte innegabile, a volte inutile.
SULLA CATTEDRA DEL CRISTIANO ISAAC NEWTON
Non bisogna dimenticare che Hawking ha occupato la cattedra che era stata di Isaac Newton, convintissimo della necessità, per l'universo, di un Creatore. Hawking non può non fare i conti, oltre che con le sue domande esistenziali, con i suoi grandi ispiratori: il devoto protestante Newton e...



